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    October 09

    Battuta la disoccupazione, aumentano i conguagli

    Tema assai spinoso questo, soprattutto di questi tempi nei quali si discute così aspramente di mercato del lavoro. Ma c'è chi la medicina alla disoccupazione l'ha trovata: l'Università di Messina, in collaborazione col Ministero dal quale dipende. Come? Semplice: creando nuovi posti di lavoro! Attenzione, e non come, nella celebre battuta di Paolo Rossi, avrebbe fatto Berlusconi ("io creo un milione di nuovi posti di lavoro licenziando un milione di vecchi lavoratori")... no questi sono posti veri, senza licenziare nessuno. A soldoni, hanno capito che c'era molta gente a spasso, allora gli si è accesa la lampadina e toh, bell' e fatto: "creiamo un milione di nuove cattedre, senza eliminarne neanche una di quelle vecchie!" Certo, non si potevano creare cento cattedre in una Facoltà sulla stessa identica materia di studio, allora qui si sono superati: "sdoppiamole, e se non dovesse bastare, triplichiamole. Poi magari lavoriamo un pò di fantasia, e quando abbiamo finito di sdoppiare e triplicare, allora ci inventiamo qualcosa di nuovo, di "tendenza" anche, tipo Diritto del dovere, o Diritto dei cani e dei gatti che indossano lo smoking, Patologie degli alieni dell'Area 51, Ingegneria delle piscine coperte di casa propria, o Scienze dell'incomunicabilità, o Matematica delle lettere maiuscole... Se poi ci finisce pure la fantasia con le cattedre un rimedio c'è sempre: informatizziamo tutto, snelliamo le macchinose procedure burocratiche cartacee. Anche se poi all'atto pratico col pc non riesci a fare niente di quello che è previsto, anche se poi non funziona niente, anche se poi produci il doppio della burocrazia: l'importante è fare girare l'economia, eliminare la disoccupazione. Tutti hanno un lavoro, tutti sono felici. Va bene tutto, purchè si creino nuovi posti di lavoro." Certo, giusto lottare contro la disoccupazione, c'è un problema però: come li paghi? C'è un dato di fatto, che è l'aumento di circa 300 euro sui conguagli di chi dichiara il massimo, o non dichiara il proprio reddito; anche gli altri conguagli sono cresciuti, come le tasse d'iscrizione, tra le quali c'è un dettaglio di spesa che mi fa impazzire dal ridere ogni anno, è dai tempi della scuola che mi fa ridere: tassa sul diritto, TASSA sul DIRITTO allo studio... Aumentano tutte le spese dicevo, ed aumenteranno ancora; nelle segreterie di facoltà hanno preparato un prestampato per chi si avvale della possibilità di non dichiarare il proprio reddito, col quale vieni portato a conoscenza del fatto che se i conguagli dovessero ulteriormente aumentare, c'è chi dice raddoppiare... tu hai comunque firmato al momento della presentazione della documentazione. In altre parole te l'avevano detto per tempo... "evita di pagare automaticamente il massimo, perchè gli 800 euro aumenteranno che ci diventerai bianco amico mio..." Facile intuire allora da dove vengano parte dei soldi utilizzati per finanziare la crociata contro la disoccupazione... Il resto gocciolano da manovre finanziarie che ci dicono essere di sacrificio, correttive del sistema sprecone del passato italiano, non generose verso la Ricerca e l'Università, ma che in realtà evidentemente di sacrificio sono solo per alcuni... per noi. Fatemi sapere che ne pensate
    October 06

    Sulla puntata di Annozero di ieri

    Siamo all'assurdo, chi ha dato anche solo un'occhiata alla puntata di ieri di Annozero non può non condividere. Il succo è questo: c'è un signore che è Presidente del Consiglio, ed un altro che è ministro del Governo presieduto dal signore di prima, tutti e due sono di centro-sinistra, il Governo dunque è di centro-sinistra. Poi c'è un altro signore, che fa il giudice al sud, ed indaga su diverse cose, una di queste si chiama "toghe lucane", e sta indagando anche sui due signori di prima. C'è una signora che fa il giudice a Milano, questa si può dire, è decisamente di sinistra, che sostiene l'operato del collega del sud, operato che non va a genio ai due signori di sinistra, e quello meno di sinistra, che ne ha il potere, ordina un'ispezione, ed al termine di essa decide di voler fare trasferire il signore giudice del sud. Quest'ultimo non ci sta, ed invitato ad una trasmissione televisiva condotta da un signore tremendamente di sinistra, così tremendamente che si dice che i dittatori del precedente Governo l'abbiano esiliato, denuncia che signori l'hanno invitato a lasciar perdere, l'hanno pure minacciato. In trasmissione a sostegno interviene la signora giudice a Milano, quella decisamente di sinistra, che dice che il Governo di sinistra lascia soli quelli come loro e se si fanno troppo gli affari altrui li bloccano prima che possano fare pulizia, cioè danno, scusate. Figuratevi il signore tremendamente di sinistra ed un altro suo amico giornalista, quest'ultimo direttamente comunista: non gli par vero di potersela prendere con i due signori che ho presentato per primi, per intenderci quelli Presidente del Consiglio e Ministro, precisamente di Grazia (Indulto) e Giustizia... Solo che questi due non ci stanno manco loro, e ricordiamoci del signore giudice al sud, quello e la signora decisamente di sinistra di Milano sono due che non lasciano perdere: se vanno avanti forse è un guaio. Allora che si fà? Si cerca di parlare con l'azienda, che poi è pubblica, dove lavorano il signore tremendamente di sinistra ed il suo amico giornalista comunista, in modo che non scoccino più. Indipendentemente da chi ha ragione e chi ha torto, premettendo che chi è indagato è innocente fino a prova contraria, non vi pare paradossale? Tutti i signori di questa storia sono di sinistra, o addirittura comunisti, quantomeno non di destra, ma sembra che facciano di tutto perchè al Governo ci torni un altro signore, bassino, di Milano come la signora giudice decisamente di sinistra, ma questo è di destra però! Tutto ciò appare molto strano. C'è chi dice che è un massimo esempio di democrazia, di anti-oscurantismo, ma sarà vero? E se fosse solo incapacità di non litigare? Quello che è certo, e contemporaneamente più assurdo, è che il signore della tv, quello tremendamente di sinistra, ed il signore bassino, di Milano, di destra, sono stranamente sulla stessa lunghezza d'onda, la pensano in maniera molto simile, e questo non si spiega se considerate il fatto che il signore bassino, di Milano, di destra è quello che si dice sia un dittatore, perchè, udite udite, anni fà ha fatto cacciare indovinate chi! Si! Il signore della tv tremendamente di sinistra! Ah, aspettate, mi dicono che c'è un'altra soluzione, solo che è troppo brutta per scriverla tutta... Forse il signore Presidente del Consiglio e l'altro signore Ministro di Grazia (Indulto) e Giustizia, forse loro stanno scontentando chi come loro è di sinistra, perchè a sinistra c'è la morale, anzi, a sinistra non possono e non devono esserci questioni morali, e questo alla signora giudice di Milano gliel'ha fatto capire un signore magrissimo, alto, di Torino, abbastanza di sinistra, tempo fa; chi va al Governo ed è di sinistra non può andarci per i propri interessi, ci deve andare "per gli altri" e se si scopre che a sinistra si pappa più che a destra, beh, è una cattiva figura. Pensate, se la mamma pesca Pierino con le mani sporche di marmellata è un conto, ma se pesca il figlioletto santo, quello buono ed obbediente, è tutta un'altra storia... Comincerebbe a capire che ha fatto male a fidarsi di lui, anzi capirebbe che molte volte che il vasetto restava vuoto, forse forse non era colpa di Pierino... Pensateci su, e se vi va commentate
    October 05

    Roberto Vecchioni tour 2007 - Quarrata

    E con questa tappa, sicuramente la più incredibile, si chiude il racconto del tour estivo di quest'anno di Roberto Vecchioni. Siamo lontani stavolta, siamo a Quarrata, provincia di Pistoia, quasi 1100 chilometri da casa... già questo basta ad archiviare l'episodio nel catalogo "follie"... Parto per Pistoia alle nove di mattina, in aereo. Appena arrivato non vedo l'ora che si faccia sera; faccio passare la giornata, ed intanto con Deborah prendiamo accordi con sua cugina Ametista: sarà lei a guidarci fino a Quarrata. Mi dice che non c'è problema, il paese è piccolo, la piazza è una sola, arrivarci è facile e non c'è mai traffico; come a Capizzi e Gioiosa Marea penso tra me e me... Si fà ora di andare, prima passiamo a prendere Ametista, e via per Quarrata. La strada è buia, a tal punto che ad una rotonda rischio di mettere sotto un ciclista sbucato all'improvviso dal buio; il suo "i 'ndo vvai", aggiunto ad un provvidenziale urlo a mò di clacson gli hanno salvato letteralmente la pelle...  Dopo una decina di minuti di belle statali toscane arrivo al paese, che doveva essere piccolo (e non lo è) e non trafficato (tantomeno, c'è la fiera in questi giorni); miracolosamente trovo un parcheggio a misura della macchina che avevo in prestito, anche abbastanza vicino alla piazza (che non sarà affatto piccola, anzi...), e, arrivati ad una transenna, ecco la sorpresa: "ci vole 'l biglietto" mi intima una ragazzina di rara bruttezza li appollaiata in tuta da Protezione Civile. Senza fare la più elemenntare delle domande, ovvero dove si può comprare questo dannato biglietto, ce ne torniamo alla macchina, Ametista dispiaciuta, Deborah sentendosi miracolata di non dover assistere all'ennesimo concerto, anche se poi sarà lei a salvare la serata, ed io, incazzato come poche volte in vita mia. Riprendiamo la macchina, lasciando un posto d'oro zecchino alla fortuna di chi arriverà a prenderselo, e ce ne torniamo verso casa. Per non andarci a coricare alle nove ci fermiamo in una gelateria; li la donna al bancone, per infierire, parlando con un amico sul retro fa: " o lo sai che c'è Vecchioni a Quarrata?" Io mi accendo un sigaro e mi distendo le gambe su una panchina, cercando di smaltire un'incazzatura davvero leggendaria. Da nessuna parte avevo letto che si doveva avere il biglietto, sito ufficiale e giù di li. Amestista, che intanto sta mangiando uno yogurt bianco, mi dice di riprovare a tornare a Quarrata, ma io, arrendevole, le dico che tanto è inutile. Deborah insiste di più, insiste davvero tantissimo, ed alla fine mi convince. Fare 1100 km per non provarci nemmeno no! Rimontiamo in macchina e in dieci minuti siamo all'ingresso di Quarrata, solo che nel frattempo mezza regione Toscana ha deciso di passare la serata li: niente parcheggio. Se ripenso a quello che ho lasciato... Comincia il giro disperato, una, due volte, poi tre, quattro, sempre cambiando vie; qua ti accorgi che Quarrata è grande... Niente, poi, tornando sulla via principale, vicino alla piazza, ecco il secondo miracolo: un altro posto d'oro. Meno di cinque secondi e siamo a correre per le transenne, dove stavolta, semplicemente chiedendo come si fa ad entrare, ci dicono che nella traversa sopra c'è un piccolo tavolinetto che stacca i biglietti, e la piazza, al costo di 10 euro a persona, diventa magicamente accessibile! Ed è qui che vedi che la piazza è davvero grande, e che Vecchioni lo volevano davvero, perchè c'è un palco da grandi occasioni, per non parlare dell'acustica e le luci. Non finisco di fare il pensiero che Roberto attacca Vaudeville, poi sale, vestito al solito, ed attacca subito Samarcanda, poi la La mia ragazza, e Vincent, secondo la solita scaletta. Qui varia, e per presentare Vincent appunto, parla di Don McLean, di chi è stato costui, questo vecchio di 84 anni, per l'intera musica americana, sembra che lo si sia dimenticato. Non manca neanche stavolta di omaggaire la Canalis e la Tribù Tim, come non manca di raccontare la storia del vecchio capo indiano, di parlare di giovani, America, lavoro, e di riproporre poi la scenetta del Bilionaire, stavolta aggiungendo che Celia è oramai l'inno del noto locale, dove un caffè costa 1000 euro ed un whisky invece 3000... La serata va avanti così, il concerto va benissimo, in piazza ci sono più di 2000 persone, c'è chi dice quasi 3000, e così, tra la curiosità ed il fatto che ormai lo spettacolo lo conosco a memoria, mi faccio un giro dietro al palco, e scopro una cosa interessantissima: una scaletta che scende e va sul retro, dove ci sono tre gazebo. E' da qui che scenderà alla fine, se mi apposto... Torno a dirlo a Deborah ed Ametista, loro restano li per il momento, ma io vado. Mi seguo il resto del concerto dal laterale, acustica orribile, ma si vede benissimo. Roberto concede un bis insolito, canta Figlia, poi, al momento del Bandolero, scappo via e mi metto di fronte alla scaletta. Roberto scende, ma va direttamente nei gazebo; intanto si forma calca, c'è molta gente che ha la stessa mia idea, così saltano i piani e tocca attrezzarsi per una lunga attesa... a 7 gradi... Deborah ed Ametista restano fuori fila, io aspetto, aspetto, aspetto... Fanno entrare tutti, ma poco a poco; Roberto è disponibilissimo, chi lo "protegge" un pò meno, così l'attesa diventa di più di un'ora... In mano ho il biglietto ed il mio sigaro, ma il problema sono le mani stesse: rosse per il freddo... Ad un tratto lo dico al ragazzo che segue Roberto in tour, che predispone il tutto e controlla: avevamo già fatto due chiacchiere a Capizzi; gli dico che vengo da 1100 km... per pietà di farmi entrare! Lui capisce, dopo un pò mi fa segno, e mi fa mettere da un'altra parte davanti all'apertura delle transenne; neanche un quarto d'ora e sono dentro, ho perfino la fortuna di entrare da solo. Roberto è li, stanchissimo, mi vede il sigaro e me lo invidia! La volta che non ho il pacchetto dietro e non posso offrirgliene uno, ma, conoscendolo, lui non ne è sprovvisto, come mi conferma subito dopo. Gli dico da dove vengo, resta li! Gli parlo di Capizzi, ricorda tutto, quanto ci vuole per arrivare, la strada bruttissima, com'è stato il concerto; mi chiede che ne pensi, è stato un bellissimo concerto, raccolto, intimo, gli rispondo, lui annuisce, d'accordo con me. Mi rivedo il biglietto in mano, glielo porgo e chiedo la firma; gentilmente mi chiede come mi chiamo e mi fà un autografo, poi, accorgendosi che la sua penna non scrive più, mi chiede se posso lasciarli la Bic nera che ho in mano; chiaramente gliela dò volentieri, ignorando che fosse la penna che aveva Deborah il giorno della sua laurea... "Così potrai dire che Roberto Vecchioni ti ha fregato una penna" dice sorridendo. Penso ad una foto, così dò il telefonino ad un collaboratore: nell'abbracciarlo lo riscopro più gracile dell'ultima volta, a Tindari, bassino al solito, ma se possibile più magro. Lo saluto, lo ringrazio e gli dò una pacca sulla spalla, quasi vola via: "ciao, professore, canta qualcosa in più di Bei tempi e Milady"! "Vedrò che posso fare! Ciao, e grazie". Torno fuori e la calca è ancora li, Roberto stasera farà molti molti autografi. Raggiungo di corsa Deboarh ed Ametista, sono in piedi da quasi un'ora e mezza, ma il problema vero è che stanno assiderando... Mi scuso umilmente, soprattutto con Ame, Deboarh ormai mi conosce ed è rassegnata... Le chiedo quanto le starò antipatico, mi risponde tutta la vita! "Mi starai sulla vetta di i cazzo tutta la vita!" Una risata e ci avviamo alla macchina. Serata stupenda
    October 03

    Grillo e tre

    Ho letto con interesse il commento lascito da Enzo sull'ultimo intervento in materia; niente da aggiungere a quello che hai scritto; non c'è dubbio che i media abbiano un atteggiamento sicuramente discutibile, da che sia dettato non è facile dirlo. Senza dubbio molte testate, facendo riferimento, soprattutto dal punto di vista... finanziario, a partiti politici, è normale che abbiano un comportamento oscurantista, come è certo che molte altre siano portate a non parlare più del fenomeno perchè ne sono, bada opinone mia, terribilmente spaventate. Non dimenticare che Beppe Grillo, intervistato poco prima di salire sul palco di Bologna, parlando proprio coi giornalisti ha "promesso" loro un V-Day dedicato esclusivamente al mondo dell'informazione, ed è chiaro che ciò stia spaventando parecchio chi da vent'anni è sul libro paga di certa gente che non ha interesse a che l'informazione sia realmente libera. Ci sarebbe da parlare a questo punto di conflitto d'interessi, poichè tale concetto in Italia è riferito alla sola persona di Berlusconi, ed invece credo sia un problema molto ma molto più diffuso, in maniera bi-partisan per non far torto a nessuno... Magari ne parliamo un'altra volta. Se i giornali mettono la testa sotto la sabbia la politica invece, furbissima, tenta di anticipare le mosse del movimento... In parole povere è fin troppo chiaro che la sinistra, messa al muro dal comico genovese, che la spinge contro le responsabilità che non vuole o non può prendersi (lavoro, economia, pubblica sicurezza), si barrica dietro una barricata di no comment e silenzi di stampo prettamente stalinista, mentre la destra, vedendo gli avversari in difficoltà, cerca spudoratamente di cavalcare l'onda e si riscopre "grilliana", facendo finta di non capire che le accuse di lobbismo e pregiudicatezza della politica sono principalmente rivolte a lei. Chiaro è inoltre che i piccoli partiti vedano problematiche espresse da Grillo una motivazione della loro stessa esistenza, sia a destra che a sinistra, e questo chiude il quadro. Sfortuna vuole che dall'altra parte il momentaneo detentore del consenso (circa il 20% degli italiani lo voterebbe) non ha la minima idea di scendere in campo e farsi fagocitare da un sistema che lo ingloberebbe nel giro di un mese... anche perchè, oltre a non averne l'intenzione, ripeto per l'ennesima volta, non ha lo straccio di un programma preciso per poter effettivamente prendere parte alla vita politica del Paese

    Dispacciati 03/10

    Finirà così, finirà che tra qualche mese, quando il governo Prodi cadrà e Berlusconi tornerà a Palazzo Chigi, il meno contento di ciò sarà senza dubbio Gianfranco Fini, poichè dovrà porre un freno alla sua straripante arroganza televisiva e rimettere i panni di scudiero del Cavaliere. Ciò sarà un duro colpo per la sua ritrovata autostima
    October 02

    Ancora su Beppe Grillo

    Questo intervento nasce dal commento che Enzo ha lasciato sul precedente intervento sul comico genovese, e dalla percezione che ho avuto negli ultimi giorni riguardo l'attenzione che i media stanno cominciando a non avere nei confronti del fenomeno. E' fin troppo chiaro che la maggior parte dei giornali e delle televisioni stanno cominciando perlomeno a glissare sul tormentone del momento, o quantomeno a parlarne in maniera diversa, ampliando il fronte d'accusa, parlando in maniera vaga su vasta scala di fin troppi argomenti, col risultato di abbassare la tensione sul vero motivo d'interesse del popolo del V-Day, il repulisti della scena politica italiana. Non dimentichiamoci che Grillo, a Bologna, non ha parlato di liste civiche, candidature, meriti e demeriti extra-partitici, t.a.v., inceneritori, ma piuttosto di mandare a casa i Parlamentari con a carico sentenze di condanna in via definitiva, stabilire un totale massimo di mandati espletabili, due poi a casa, ed adeguare le pensioni d'oro agli standard di noi comuni mortali. Se d'altro ha parlato, non sia questo motivo di svio del discorso su temi che Grillo ha affrontato si, ma in altre occasioni. Quel giorno a Bologna si è parlato di pulizia, non d'altro. Il fatto che i media, mettendo troppa carne al fuoco, stiano seguitando a parlare di cose non pertinenti mi sa di manovra in malafede, o quantomeno di pessimo giornalismo. Pur convinto, torno a ripetere, che Beppe Grillo non sia la medicina per tutti i guai che tormentano il nostro Paese, che il suo sviluppo d'idea non possa essere ritenuto minimamente sufficente a portare avanti una pianificazione di Governo, che la politica è grazie a Dio necessaria, giusto è anche fare di tutto affinchè non cali la tensione e tutto non si traduca in una stagione di passaggio come spesso, quasi sempre, avviene in Italia. Seppur non venga proposto alcun rimedio realmente praticabile, la denuncia di Grillo, oltre ad essere sacrosanta, viene ritenuta veritiera, indispensabile, addirittura doverosa da ben il 46% della popolazione... E' una moltitudine abbastanza rilevante, non credo sia possibile, nè giusto, ignorarla.  Qui abbiamo 46 italiani su 100, e badate, tanto di destra quanto di sinistra, che vogliono un Parlamento pulito, l'abolizione di privilegi degni del periodo borbonico, una politica realmente attenta alle esigenze del Paese, e non alle proprie, che risponda a tutti i cittadini, non solo ai grandi elettori, che desiderano che fenomeni come lobbismo, o peggio mafia, vengano affrontati, colpiti, ostacolati, vinti, non inglobati dalla politica: in due parole, buon governo. Ed invece di vedere un dibattito positvo, propositivo, assistiamo al triste spettacolino del consenso bi-partisan a Grillo: politici di ogni colore che, avendone paura, lo assecondano; peggio, altri ancora, furbissimi, tentano di cavalcarlo. Partiti con lo 0,5% che sfruttano il buon vento per alzare le vele verso il traguardo di nuove e migliori percentuali a nuove e probabilmente vicine elezioni. Allora? Allora continuiamo a parlarne noi, almeno noi
    October 01

    Roberto Vecchioni tour 2007 - Gioiosa Marea

    E rieccomi qui a raccontare la seconda tappa del tour di Roberto qui in Sicilia, sempre in provincia di Messina, sempre sulla tirrenica, stavolta a Gioiosa Marea. Ferragosto, stavolta parto da Montalbano, con me c'è Deborah e la sua infinita pazienza di continuare a seguirmi alle esibizioni di Roberto Vecchioni, nonostate non ne sia, a differenza di me, propriamente entusiasta... A differenza di Capizzi conosco la strada, non è brutta come quella che va per Capizzi, non è lontana come Capizzi Gioiosa, ma... non ho considerato il fatto che è ferragosto, e soprattutto non sapevo che a Gioiosa ci fosse la festa del paese... Ho appuntamento con Roger, Emanuele e la sua ragazza, ma io, schifosamente sicuro di me, parto da casa tardi, troppo tardi, e me ne rendo quasi subito conto... In ogni caso non è lontanissimo, e riesco ad arrivare nei pressi del paese con una buona mezz'oretta d'anticipo sull'inizio, ma, sbucata una delle ultime curve della statale che va sul Tirreno, resto in fila: un traffico pazzesco, a Gioiosa gli accessi sono bloccati, si entra col contagocce, e solo i residenti... Arrivo alla transenna, accosto e tento di mercanteggiare col vigile che c'era li un passaggio per il centro, ma lui me lo sconsiglia, oltre a vietarmelo chiaramente, non avrei trovato un buco libero mi ripete. Mi indica una stradina che porta sulla circonvallazione del posto, mi dice di provare li e di fare in fretta, ancora per poco qualcosa l'avrei trovata, poi niente parcheggio e si torna a casina a pancia vuota... Ringrazio e senza complimenti schizzo per la stradina, la finisco e sbuco sulla "tangenziale", assieme a pochi altri eletti. Riesco persino a lasciare la macchina vicino ad una traversa che scende direttamente in piazza, ottimo! Solo al ritorno mi accorgerò che per la fretta ho lasciato la macchina aperta e con finestrino, comunque dalla parte del muro, completamente abbassato... Fortuna che chi di competenza non se n'è accorto... Zompo giù con Deborah per la discesa e nel mentre chiamo Roger; loro, previdentemente, erano partiti in perfetto orario, ed erano riusciti a trovare posto addirittura seduti, su una scalinata adiacente al palco. Lo prego di tenermi due posti, ma inutilmente, appena arrivo in piazza è impossibile andare fino a li, troppa gente; gli dico che ci vediamo dopo. Intanto io e Deborah cerchiamo di migliorare la nostra posizione, e scavallando scavallando arriviamo in quarta/quinta fila, buono così. Il palco non è quello di Capizzi (mai visto un palco più piccolo, per quanto era alto giusto e ben fatto), ma comunque non è un granchè, basti dire che è montato basso in una piazzetta che si estende in lunghezza e non in larghezza... Poco male, io e Deborah ci vediamo, Roger, Emanuele e compagna non dovrebbero avere problemi dalle scale, siamo tutti sistemati. Dopo un quarto d'ora si ripete quello che è stato a Capizzi, salgono sul palco Ilaria Biagini e gli altri, provicchiano, accordano, ultimano i preparativi, dopo poco calano le luci e parte Vaudeville: è di nuovo l'inizio. Roberto sale sul palco con la solita giacca chiara, jeans scuri e camicia bianca. Il fatto che anche in un'altra tappa, della quale racconterò in seguito, sarà vestito in maniera identica, e che, come a Gioiosa, ci sarà una telecamera, lascia sperare benino... Ripropone la solita scaletta, ma la sorpresa arriva su Gli anni, cantata a due con la Biagini: a Capizzi non l'aveva fatta, qui la ripropone, facendo benissimo, è una delle più belle sue canzoni in maniera assoluta. Roberto è particolarmente in serata, sembra essere tornati ai concerti di una volta, ai racconti che ma fà sempre Saverio, concerti dove, oltre tutto il resto, riesce a trasmettere anche un'energia insospettata per un cantautore. Spezza bene, non annoia mai. Non trascura neanche stavolta di mandare "fuori dai maroni" la Tribù Tim, con Canalis annessa. Chi no lo conosce di fatto pensa ad una scaletta preparata a tavolino, la verità è che la Tribù è solo una scusa per parlare dei giovani, per dire, prima di fare Sogna ragazzo sogna, che i giovani non sono tutti come ce li dipinge la tv, Canalis o non Canalis. Si salta da racconti leggeri ad altri terribilmente seri, il ritmo resta sempre alto comunque, anche quando si inventa un siparietto esilarante sul Billionaire, dove lui fa Briatore e i suoi chitarristi l'avvovato Taormina e Calderoli, prima di fare niente di meno che Celia de la Cerna, alla faccia dell'ilare! Esce per rientrare con La bellezza e El bandolero stanco, poi va via. Voliamo dietro il palco, ma lui si è volatilizzato. Li incontro Roger, lui l'ha visto salire per la strada, poi l'ha perso. Ci appostiamo davanti al palazzo del Comune, che a Gioiosa, curioso particolare, non ha i balconi, o meglio non li ha più, sono stati tolti... cosa pericolosissima per gli impiegati che escono sovrapensiero a fumarsi una sigaretta e prendere una boccata d'aria... Da subito, nonostante il batterista ed Ascolese neghino spudoratamente,  che c'è un movimento insolito... troppo movimento per un palazzo comunale fantasma alle due di notte. Roger propone di entare noi a cercarlo, il materializzarsi di un energumeno di proporzioni eccessive anche per andargli addosso cinque contro uno, ci consiglia di lasciar perdere... Resteremo per sempre col dubbio, ma avremo fisicamente una testa per porcelo il dubbio; se quell'armadio umano ci avesse pizzicato a vagare dove non dovevamo vagare, la testa per il dubbio se la portava a casa per ricordo di una cinquina soppressa con un solo movimento della mano. Della serata mi resta il piacevole ricordo di una signora di una quaratntina d'anni che, con suo figlio piccolo ed il marito, era li accanto a me in piedi in piazza, e devo dire che le sapeva tutte, di una ragazzina di massimo quindici anni, non da meno in termini di conoscenza Vecchioniana e di un anziano con due baffoni grandi che a sentire Samarcanda semplicemente fremeva. Roberto si definisce, definsce la sue sue canzoni così: "per molti ma non per tutti". Lì a Gioiosa siamo stati in molti, nel senso di molte generazioni. E questo qualcosa vorrà dire
    September 29

    Roberto Vecchioni tour 2007 - Capizzi

    Tutto ok, accordi già presi. Parto alle sette meno dieci per lo svincolo di Barcellona; li mi aspetta Saverio, un amico che come quota concerti di Roberto è a 31 o 32 (non ricorda bene, ne ha perso il conto). Poso la mia macchina e monto sulla sua, Elisa, sua moglie, gentilmente mi fa mettere davanti, compiendo un gesto che più avanti assurgerà al rango di sacrificio, data la durata insospettata del viaggio... Dietro c'è anche la piccola Allegra, per lei è il primo concerto, e dubito ne sia entusiasta... Alla sua età, grazie a Dio, si pensa ad altro. Partiamo da Barcellona per le sette e un quarto, destinazione Capizzi; nessuno di noi c'è stato mai, non sappiamo con certezza la strada, semplicemente che "è lontano"... non sapevamo quanto... In autostrada ascolto di Montecristo, album della gioventù di Saverio, fino a quando Allegra, giustamente, non fa valere i suoi 5 anni e si fa mettere Barbapapà! Era da un sacco che non lo ascoltavo, tutto sommato mi fa anche piacere. Finiamo l'autostrada-videogioco dopo Sant'Agata, ed è qui che viene il bello: 15 km di statale per arrivare al punto dove si inizia la salita per Capizzi, siamo solo all'inizio. Arriviamo ai piedi della montagna e leggiamo che per arrivare mancano 36 km di bosco... non a caso il paese è a 1250 metri d'altezza... ma c'è Roberto, allora si sale di buon grado. Meno Allegra, che soffre la montagna e desidererebbe solo che si tornasse a casa! Di tanto in tanto chiede "quanto manca?" "Poco, tesoro" è la bugia di noi adulti... Comincia il bosco della Miraglia, fitto, non passa luce in certi punti, ti fa quasi paura. La bambina se ne accorge e, argutamente, lo paragona ai boschi delle fiabe... Ma come in ogni bosco fatato che si rispetti, non potevano mancare gli animali, così, sbucando un tornantino, è la prontezza del piede destro di Saverio a salvare macchina e serata: un branco di cavalli selvatici, belli, neri, muscolosi nelle loro zampe, ma anche pericolosi, in quanto non abituati all'uomo. Slalom tra gli equini, con estrema prudenza, e via su per Capizzi. La fiera del bestiame non si conclude con i cavalli; nell'ordine: uno scoiattolo, un leprotto ed un bellissimo gatto selvatico ci attraversano di netto la strada. Dagli animali che vedi ti rendi conto che sei in un posto davvero fuori dal mondo... Sono già le nove, ancora siamo per strada, e sale l'ansia; il concerto comincia alle nove e un quarto, arriveremo? Con Allegra che aumenta la frequenza del siamo arrivati? sbuchiamo una curva e ci accorgiamo di essere un cima a un monte dal quale si vedono le luci di un abitato: "Capizzi" pensiamo; solo più tardi sapremo che quel posto è Troina, in provincia di Enna... Per Capizzi c'è ancora qualche km. Arriviamo all'imbocco del paese alle nove e venti, la strada è chiusa; San Giacomo, protettore del paese, oggi è la sua festa, con tanto di processione e fuochi artificiali. Parcheggiamo poco fuori paese, scendiamo dalla macchina: altro clima, 11 gradi, (a Barcellona ne avevamo lasciati 30), nebbiolina, umido che si appiccica addosso, freddo. Qui ci sono solo due rimedi... un bel maglione si, l'avevo previsto, e, sulla strada che porta alla piazzetta del paesino, l'altro rimedio: un whisky. Proseguiamo e veniamo interrotti da un fuoco continuo i giochi pirotecnici, qualcosa davvero di grasso, durano 25 minuti. Più tardi sapremo che non siglificavano la fine della processione, ma il suo inizio... Arriviamo il piazza S. Giacomo che sono le nove e trentacinque, prendiamo posto e venaimo a sapere che Vecchioni canterà non prima delle undici, prima il Santo, poi il divertimento ci fa capire un'anziana sgrammaticata ma simpatica. E come tiri a quell'umido un'ora e mezza? La bambina finora è tranquilla, non dà segni d'irrequietezza, la mamma la fa mangiare. Io non ho fame, ho freddo. Avvisto un bar tanto piccolo quanto squallido, ci entro con Saverio. Il mio whisky ce l'hanno, il suo gin no, addirittura non conoscono la bottiglia. Opta per un Ballantine's pure lui, dose normale. Guardo fuori e vedo la nebbia; alla grassona al banco faccio segno di versarne ancora, non posso fare altrimenti: la fuori si congela per i miei gusti.  Torno alle sedie, seconda fila, dalla prima si vede peggio, e si chiacchiera con i presenti. Un settantenne devoto a San Giacomo viene da Castelmola, sono 72 km di montagna, da pazzi... Sto seduto un altro pò, ma non ce la faccio... Vado in un'altra piazza, c'è uno schermo dal quale si vede una cosa strana: è l'usanza del paese. Costruiscono un muro di mattoni, robusto, e lo buttano a terra con la vara del santo, prendono la rincorsa e ci vanno a sbattere contro. La fede che butta a terra il paganesimo, il muro infatti rappresenta un tempio pagano. Curiosissima usanza, mai sentita prima. Torno, aspetto ancora, altro whisky. Le undici, salgono sul palco un pò tutti: Ilaria Biagini, Ascolese, il bassista Dino e gli altri. Accordano, sistemano, parlano tra loro. Undici e un quarto, Roberto, accompagnato da due energumeni, attraversa la piazza tra gli applausi. Attacca Vaudeville, la canta da dietro il palco, poi sale. Giacca chiara, color ghiaccio, maglietta blu e jeans; se c'è uno che come abiti di scena non spende una lira questo è lui, e fa benissimo. Non stacca e comincia Samarcanda, poi il "caldo da palco" si fa sentire e la giacca vola sul retro... Roberto è già entrato bene, un pò deve aver bevuto, ma canta bene. Ai saluti non è mai freddo, tantomeno stavolta; qui a Capizzi non riesce a non dire che è il paese più lontanto dove è andato a cantare finora... "Non si arriva mai, ma non siete voi a non essere vicini, sono gli altri che vi sono lontani". La mia ragazza, così così, poi Vincent, e qui esce il vero Vecchioni, non serve aggiungere altro. Piccola curiosità, il concerto è sotto la chiesa, campanile che batte il quarto d'ora... E' una battaglia che Roberto, complice il culo che ogni pausa tra una canzone e l'altra coincide col battere della campana, la stravince! Continua il concerto, siamo pochissimi, una cinquantina, ma sta riuscendo benissimo, inaspettatamente perfetto. E' inutile che riporti l'ordine preciso delle canzoni, quello che ha detto tra una canzone e un'altra, chi conosce Roberto Vecchioni sa cosa sono i suoi concerti, chi non lo conosce ha sempre tempo di rifarsi se vuole. Se non vuole non è obbligatorio grazie a Dio... Allegra continua a tenere duro, pare incuriosita dalle luci, dai suoni, finora è stata buona. Lo spettacolo continua, due parole sui giovani, sentite e sincere, tre sulla Tribù Tim ("andate a fanculo"), una storia vecchia del 1984, una bella storia, ed emotivamente sale ulteriormente di livello; Canzone per Sergio, Stranamore, Sogna ragazzo sogna, Viola d'inverno, Velasquez, non poteva essere altrimenti; purtroppo aumenta parecchio anche il freddo. Alla fine la bambina, giustamente, cede. Mancano solo due canzoni alla fine, ma andiamo via. Mi sono messo nei suoi panni: se mi chiedessero di stare a Gardaland, per giunta al freddo, per 4 ore forse mi romperei alquanto le palle... Purtroppo non siamo potuti andare dietro al palco a fine concerto; col fatto che eravamo così pochi l'autografo ci scappava di sicuro, ma va bene così. Il male piuttosto è al ritornare... ci aspettano più di un paio d'ore di strada per casa, tante, ma il viaggio per fortuna va bene, niente animali, niente traffico. Arriviamo a Barcellona per le tre meno venti, ed è qui che comincia la lunga notte di Antonio e Saverio... Non mi riparte la macchina: batteria a terra! Accompagnamo Elisa e la bambina a casa e ci mettiamo a cercare qualcuno che possa darci una mano, se non una mano almeno due cavetti per batteria... Nessuno. Alla fine approdiamo in un bar notturno di un suo cliente, che ci dà una risposta confortante: "sedetevi qui, qualcuno passerà!". Ricordo che ho riso... ed ho ordinato l'ennesimo whisky, che fortunatamente ed incredibilmente era finito, dunque un bel bicchiere d'acqua. Passa un'oretta scarsa, per le quattro arriva il nostro salvatore, nei panni di un mercante a bordo di un maxiscooter; poche parole col gestore, ci dice di aspettarlo, sta andando a prendere i cavetti a casa. Torna e corriamo con lui allo svincolo; in un attimo mette in moto la mia con l'Alfa di Saverio. Chiediamo quanto dobbiamo, risponde "la vostra amicizia": un galantuomo. Un abbraccio con Saverio e riparto per Messina. La prima tappa del tour finisce qui
    September 26

    L'isola dei famosi

    Stasera ho seguito per la prima volta quest'anno l'isola dei famosi. Mi aveva colpito la presenza in Honduras di Alessandro Cecchi Paone, stronzo ed arrogante quanto vuoi, ma sicuramente non è un cretino dai, è uno intelligente, realmente colto. Stasera ho capito una cosa... La sua presenza lì, oltre che piacevole per chi lo stima, ho percepito essere addirittura essenziale per la corretta comprensione del programma, poichè costituisce il vero "marchio di riconoscimento" dei famosi rispetto ai comuni mortali, presenti anche loro per la prima volta nella storia del reality. Tale funzione non sarebbe infatti potuta essere espletata da Nicola Canonico, in quanto credo non lo conoscano bene neanche i suoi parenti... e si sarebbe finito col mischiare le carte,  considerarando il sig. Cucurullo il vero vip della situazione. Pensa un pò, tu accendi e vedi inquadrati Nicola Canonico, Lisa Fusco e Debora Salvalaggio, pensi "ma chi cazzo sono questi!" Poi vedendo Cecchi Paone ti accorgi che sono i vip. Altro conto è se con l'Alessandro ci vedi Malgioglio... minimo pensi che è un gay pride oltreoceano...  E pensare che di Cristiano anni fà ho dovuto comprare pure un 45 giri, di quando si impiumava tutto e cantava in un complesso che si chiamava "nuovo sistema", dato che Roberto Vecchioni gli scrisse una canzone. Non è comunque uno dei pezzi della mia collezione che mostro con particolare orgoglio... Altra inaspettatta scoperta è stata sentire parlare Francesco Coco: non pensavo sapesse farlo, considerato che è stato calciatore, dell'Inter per giunta... Sai com'è, te lo vedi solo in quelle foto paparazzate nei locali in dell'estate, sempre in compagnia di madonne di varia scelta e provenienza, cioè uno così non te lo immagini che parla, al limite che biascica qualcosa, con quegli occhi da allupato che la natura matrigna gli ha dato, davanti alle prosperità che la natura, benigna stavolta, ha dato a qualche sua amica. Per il resto pare un ragazzo sensibile ed intelligente, pensate che ha dichiarato che sull'isola avrebbe voluto nientepopodimenochè Renato Zero, poichè lo adora ed avrebbe dato in emotività li tra i naufraghi. Cosa che Francesco non sa è che Zero voleva andare, anzi, voleva perfino esibirsi in spiaggia, aveva anche uno dei suoi bellissimi abiti di scena pronto per l'occasione, ma la redazione non lo ha voluto (eh si, embè, la vita, Zero capirà...). Coco ha anche dichiarato che proporrebbe una legge che abolisca l'embargo contro Cuba, che nella vita precedente era un cattivo ragazzo, e che, stranamente a questo punto, la sua favola preferita è Pinocchio, ma in particolare gli è caro il personaggio di Mastro Geppetto. Ora capisco perchè stava sempre zitto: era ben consigliato da qualcuno... La Fusco è tutta un programma... a vederla (per la prima volta, non l'avevo mai vista prima, ma per mancanza mia che guardo poca tv, lei è famosa, famosissima), mi aveva fatto simpatia: è carina, vulcanica. Poi ho saputo una cosa, solo una cosa: una napoletana che non sa nuotare. Basta questo, anche se poi in compenso ho saputo anche che ha inciso credo quattro o cinque dischi, e per me, collezionista folle, non possederli è stato un trauma, tanto che ho preso a strapparmi i (pochi) capelli che mi restano in testa. Parlerei anche degli altri naufraghi, ma si farebbe troppo lunga; per ora va bene, scherzevolmente apparte tutto, così

    Dispacciati 26/09

    Finirà così. Finirà che dopo il plastico di Cogne e la bicicletta di Garlasco esauriremo la nostra feroce vena inquisitoria, e ci volteremo indietro, chiedendo solo chi ha tagliato i bei baffi di Crepet. Ma il professor Bruno, Vespa Bruno e la bruna Simonetta Matone non sapranno darci il nostro colpevole quotidiano. Così, scontenti, andremo a letto prima. Con buona pace della nostra insonnia 

    Inaugurazione della nuova rubrica "Dispacciati"

    Leggo spesso Panorama, e la prima cosa che vado a cercare, prima di iniziare la lettura a tappeto, è la piccola rubrica "Dispacci" a cura di Pietrangelo Buttafuoco. Forse per lo stile, secco e pungente, sagace, forse per l'estrema simpatia che nutro per il giornalista conterraneo, ho deciso di inaugurare una rubrica "parallela" alla sua, col vantaggio che può essere anche commentata! Chiaramente, per un senso di profonda devozione, e per non fare ridere nessuno, in quanto io certo non sono Pietrangelo Buttafuoco, non mi sono azzardato di chiamare la mia rubrichetta "Dispacci", ma volendo comunque mantenere viva la genesi dalla madre, ho deciso di chiamarla "Dispacciati", ovvero "Dispacci spacciati per tali", nome che, a seconda dell'argomento trattato ben si adatta con "Dispacci: siamo spacciati"... Commentate numerosi 
    September 25

    Su Beppe Grillo

    Su invito dell'amico Enzo ecco due righe sul fenomeno di questi giorni: Beppe Grillo. Mi invitava, nel commento che ha lasciato sull'intervento riguardante la chiusura di eMule (il cui funzionamento continua a peggiorare...), ad esprimere il mio pensiero a riguardo. Ecco, preliminarmente conviene sfatare la credenza che in questi giorni la tv ci sta facendo ingoiare, il "Grillo o lo ami o lo odi"; no, non è vero, si può essere parzialmente, ed in differente misura, d'accordo o meno con quello che dice, da qualunque parte si stia. A mio avviso, insindacabilmente, una lancia in suo favore bisogna spezzarla, in maniera universale: bisogna che gli si riconosca il merito di avere risvegliato le coscenze, il merito di essersi fatto portavoce di una larga, larghissima fetta di popolazione che da vent'anni ce l'ha con la politica ma che non ha mai espresso apertamente il proprio dissenso. Questo Grillo l'ha fatto, anzi, ha cominciato a farlo da tempo e continua a farlo, ed è giusto che glielo si riconosca. Dopo questo entriamo in un campo spinoso, quello delle valutazioni personali, e qui, dove è sovrano il soggettivo, ogni opinione è giusta e degna d'ascolto e d'attenzione. La mia personale si rifà a quello che ho detto all'inizio, al poter essere d'accordo con lui anche solo parzialmente. Grillo, a mio modestissimo avviso, parte bene: mette a fuoco il vero problema: la distanza che c'è tra il mondo politico e quello di noi cittadini; la politica che ha smesso di occuparsi dei cittadini, se mai di loro si è occupata, e ha messo questi ultimi in posizione d'obbligo di doversi occupare di lei, mantenendo gli enormi costi che produce, andando a votare candidati imposti dall'alto, sopportando un malfunzionamento d'apparato che altrove avrebbe già scatenato una rivoluzione. Grillo, enfatizzando il suo "vaffanculo", si è fatto voce di una popolazione stanca, di diversi settori che hanno, dal malgoverno, complicata la vita di oggi e di domani, penso ai giovani precari, penso ai pensionati, alle famiglie, anche agli studenti ed ai ricercatori. In questo sono d'accordo con lui, con la sua denuncia, aspra, violenta, ma realistica. Sono diversi i passi del suo discorso che andrebbero citati, ma per questioni di tempo ne cito solo due: il blog del ministro Gentiloni, da lui utilizzato solo per far sapere all'opinione pubblica che il suo passatempo preferito è il gioco del tennis con l'amico Ermete ("Gentiloni ed Ermete, andate a fanculo" tuona Grillo), e la consegna a Roma al ministro del lavoro Damiano del libro "Nuovi schiavi", composto da 400 lettere da lui ricevute da precari, consegna alla quale Damiano così reagisce, parole di Grillo stesso che lo giura sui suoi figli: "io lo prendo, ma sono qui per caso". Ecco, questo è sufficente a far capire l'ondata emotiva sulla quale il popolo del V-Day si muove, non serve aggiungere altro. Un ministro del lavoro, che al momento di prendere una pubblicazione del genere, così pesante, così atroce nei racconti di precariato quotidiano che fà, pubblicazione che tralaltro se volete potete liberamente scaricare, risponde che è li per caso, si commenta da solo. Grillo non sbaglia quando propone di ripulire le due Camere dai condannati in via definitiva, e più in generale non sbaglia nel parlare di "moralizzazione della politica", ma, e qui entriamo nell'antitetico, non propone una seria alternativa. Mi spiego: la sua denuncia non solo è positiva, è anche doverosa, coraggiosa. A ciò però non c'è un seguito, una via a mio avviso percorribile. Grillo propone uno smantellamento sacrosanto, limitandosi dopo a dire che la ricostruzione deve essere effettuata "col bollino di garanzia", non fornendo una valida alternativa. Guidare un Governo è compito assai delicato, ampio, giustizia, come economia, come sicurezza, o trasporti, non sono temi che si possono improvvisare in piazza, pena l'anarchia. Non può andare in Parlamento l'intero popolo dl V-Day, e questa è, mio malgrado, l'ammissione dell'assolutà necessità della classe politica; altro discorso è che quest'ultima non giochi sulla sua fondamentalità, in posizione di forza peraltro, su di noi che la sosteniamo e ne paghiamo gli immensi e di sicuro eccessivi costi, senza trarne alcun beneficio, spesso anzi vedendoci negati i diritti primi. La denuncia di Grillo è sicuramente positiva, dirò di più, è un toccasana per molti ormai sfiduciati, certo non fa un passo in più rispetto alla situazione odierna, almeno in termini pratici. In termini di consenso mediatico ha avuto il successo che meritava senz'altro, ma questo è già un altro discorso. La verità è che il problema è infinitamente più vasto; non basta dire che la politica è marcia, perchè rinasca una politica sana. Non basta dire che la politica deve essere dei cittadini, perchè lo sia davvero. Il fulcro, come del resto ogni cosa, sta nei legami della politica con altri mondi, con i soldi, col mero potere inteso come status quo da mantenere. Beppe Grillo ha intelligentemente parlato di stipendi e pensioni d'oro, ma non è tutto li, e so che lui lo sa perfettamente. Il problema sta nell'atteggiamento lobbistico della politica, anzi, nel suo stretto legame con lobby di potere, con la mafia, con altre strutture poco chiare, è questo il centro della questione, ed è anche la montagna più alta da scalare. Senza che s'offenda nessuno, tanto ormai credo che nessun partito possa porre ad un altro una "questione morale", non c'è schieramento che non abbia, almeno in qualche suo esponente, legami col mondo dell'alta finanza, dell'informazione, della televisione perfino, a volte, putroppo, anche della mafia. Ecco qual'è il concetto problematico: la politica è diventata tutto fuorchè politica, a volte sporcandosi, a volte amoralizzandosi, a volte mischiandosi a mondi che di politica, intesa come buongoverno della cittadinanza, non ne sanno nulla e niente ne vogliono sapere. Grillo azzarda un palliativo, quello delle due legislature poi a casa, ma chiaramente non è sufficente, non devo spiegare io che basta un mese per compromettersi, altro che dieci anni! Non so quale sia la soluzione definitiva al problema, non so neanche se il cambiamento è vicino o dovremo ancora aspettare. So per certo che ci sarà, un sistema come questo collaserà sugli sconquassi, sulle disparità che esso stesso ha prodotto. Quello che importa è che adesso la tensione morale resti alta, che se ne continui a parlare, che a Roma sappiano che noi sappiamo, che non governano un popolino, ma un popolo. Grillo in questo è stato unico, credo che lo possa ammettere anche il suo più grande detrattore, e prova ne è che talmente è stato efficace, nella prima parte del suo ragionamento, nella denuncia insomma, che tutti, dico tutti i partiti, si sono sentiti in dovere di prendere le distanze, dibattere, reagire anche aspramente, quantomeno non condividere e comunque chiudersi a riccio in quella che prima ho definito "assoluta necessità della propria esistenza". In termini di volontà "partecipativa" l'opinione pubblica si è divisa tra quelli che sostengono che Grillo voglia attivamente partecipare al cambiamento, liste civiche, fondazione di un partito o chissà che altro, e quelli che lo considerano lontano da logiche di partito. Credo che la tesi di questi ultimi sia comprovata dalla sua trasversalità; non credo che la sua indole possa farsi inglobare facilmente da questo o quel colore, nè che lui ne abbia la minima intenzione: la sua buona fede mi pare lapalissiana. Abbiamo dato fiducia per sessant'anni ai più grandi mascalzoni della storia, perchè non darne a lui? Bellissima la risposta che dà ad un giornalista che gli chiede perchè un mattino si sia sveglaito ed abbia cavalcato la rete fino a portarla in piazza a Bologna e nel resto d'Italia: "perchè non potevo dire a mio figlio che l'unica cosa in cui deve credere sono i soldi". In attesa del V-Day dedicato all'informazione ed agli scandalosi finanziamenti pubblici dei quali il 90% della stampa gode, commentate, se vi va, quello che avete appena letto
    September 24

    Il concerto di Betty Curtis

    Poco fa ho sentito un amico di Torino, un ragazzo poco più che trentenne, collezionista folle più di me, col quale mi sento appunto per la comune mania... Nella telefonata ad un certo punto è uscito un racconto su un concerto di Betty Curtis... E' una storia asciutta ma allo stesso tempo... diciamo poco scontata... Mi raccontava che, assieme ad amici ed amiche, tutti accomunati dalla spasmodica passione per interpreti ormai più o meno spariti, ma in modo particolare per la Betty, videro i manifesti di questo concerto della Curtis che si teneva in provincia di Torino, la sera stessa. Tutti contenti si precipitarono ad organizzare le macchine, e via! Ci misero un pò a trovare la strada, e caso volle che addirittura si persero, rischiando di perdersi il concerto, o alla meno peggio, di arrivare in ritardo... Tra di loro serpeggiava il malcontento: "ed ora?" "ma come, canta Betty e noi arriviamo in ritardo...?" Fortuna volle che ritrovarono la via ed in pochissimo arrivarono... in un posto che sembrava essere la Luna... Tale era il paesaggio che si presentò ai loro occhi, lunare: paese sorprendentemente vuoto, nemmeno un'anima in giro, pochissime auto, bar vuoti. Vagando per il paese come una truppa di sopravvissuti, roba da day-after, ad un tratto, imboccando un vicolo da tagliagole sbucarono in quella che doveva essere la piazza del paese, e li, apriti cuore, c'era allestito un palchetto che doveva servire per l'esibizione di Betty Curtis. Si avvicinarono, e non faticarono molto a trovare posto proprio sotto. Neanche dieci minuti e si affievolirono le lucine della piazza, lasciando spazio a quelle del palchetto sul quale, con tripudio ed accompagnata da urli di gioia dei ragazzi, salì lei. Il problema vero era però non sul palco, ma di fronte... Oltre la fila degli amici del mio amico, stazionava solamente una sparuta pattuglia di vecchiacci, attirati più dal variare delle luci piuttosto che dal nome dell'artista... scoraggiante per chi si trova a dover cantare per 12 persone... Comunque, Betty iniziò e diede addirittura il meglio di sè, grata probabilmente a queli pochi ragazzi che colorarono una serata altrimenti di assoluto anonimato. Il bello viene adesso. A fine concerto fu la Cutris stessa che volle conoscere i nomi dei suoi salvatori, e prima che i ragazzi si avvicinassero al retro del palco, furono chiamati da un'accompagnatore della cantante, che con voce macha disse: "la signora Curtis desidererebbe scambiare due parole con tutti voi". Figurarsi, non stavano nella pelle! La raggiunsero dietro al palco, di sotto, e la videro scendere, stanchissima... lei chiese loro cosa facessero nella vita, loro rispondevano come automi, seguendo le farfalle loro: "Betty mi fai una firma?" Chi, addirittura dandole del lei: "signora Curtis, possiamo fare una foto assieme?" Lei, gentilissima, acconsentì, ma nel contempo non guarì dallo stupore che le aveva fatto vedere sto manipolo di ragazzi in quel paese di vecchi, li solo per lei, e che l'aveva spinta a volergli parlare lei per prima. Così, a bruciapelo, disarmante, arrivò la domanda che già ronzava nella testa da un bel pò: "ragazzi, ma voi quanti anni avete?" "Beh, siamo un pò tutti sui trenta, anno più anno meno". "E non avevate di meglio da fare stasera?"
    September 22

    In Italia importiamo il grano

    Ormai lo sappiamo tutti, ci aspetta un autunno caldo dal punto di vista del caro vita, soprattutto per quanto riguarda il pane e la pasta, dove si parla di aumenti del 50 - 70%. Non si capisce, o meglio, non si capirebbe dov'è nella filiera il "problema" che genera aumenti di questo genere... Certo non è colpa degli agricoltori di casa nostra, produttori solo in piccola percentuale della materia prima, e comunque vittime in prima persona di un lavoro massacrante pagato una miseria, nè è colpa dei mulini... Probabilmente ci sono speculazioni a livello di distribuzione, panifici e grande distribuzione, o ancora prima nel trasporto della merce, ma non è questo il problema, o meglio, il trasporto in Italia è un problema eccome, ma almeno in questo caso, a mio parere, l'assurdo sta da un'altra parte. Concausa dei rincari è stato l'esaurimento a livello mondiale delle scorte strategiche, c'è stata, continua ad esserci una richiesta superiore alla produzione, pertanto il mercato "accellera" e il prezzo lievita (trattandosi di pane che lieviti è comprensibile...). Però, che ce ne frega a noi, "paese 'o sole", dell'esaurimento delle scorte strategiche? Ce ne frega, in quanto, e lo dico con sincero stupore e malcelato disgusto, siamo il paese che importa la maggiore  quantità di grano al mondo!! Capite dov'è la stranezza? Noi importiamo il grano! Noi siciliani mangiamo pane e pasta prodotti con grano francese, pagato 4 volte tanto quanto lo pagheremmo se acquistato in centro Sicilia, nella val Dittaino, ed il grano di casa nostra lo usiamo in piccola parte ed il resto lo buttiamo! Cazzo, ammettetelo è strano no? E così è per gli agrumi, in piccola parte per le olive e tutto il resto. Questo è quanto: noi produciamo, certo ad oggi non riusciremmo a soddisfare il fabbisogno nazionale, ma produciamo; se si ottimizzasse la produzione sicuramente riusciremmo anche a produrre meglio e di più, ma poi succede qualcosa che fa si che al nostro grano si preferisca quello francese, che alle nostre arance si preferiscano quelle tunisine, e dalla Grecia vengono le olive. Succede che i trasporti, posto che nel paese da terzo mondo dove stiamo, alla linea ferrata si preferisce, con tutto quello che costa il diesel, il trasporto gommato, entro il territorio nazionale costano talmente tanto che si preferisce comprare all'estero piuttosto che dal sud...  Ed il pane ce lo fanno pagare perfino 7 euro al chilo. Cosa fare? Ottimizzare i trasporti, costringere questo Stato parassita a farlo, cambiare finalmente, utilizzare il nostro grano, non quello dei francesi, intraprendere una nuova Battaglia del Grano, in difesa della nostra gente, gente che si ammazza di lavoro nei campi per quattro lire al giorno, mentre noi scelleratamente arricchiamo altri popoli, creando sacche di povertà immani a casa nostra. E' assurdo, noi siamo gli affamatori della nostra stessa gente. Sciopero dei consumi esteri, mangiamo pane italiano, rifiutiamoci di pagare le tasse a Roma ladrona che ci sfrutta senza consentirci di commerciare i nostri prodotti, finchè non saremo messi in condizione di vendere il nostro grano a prezzo concorrenziale, finchè non ci impadroniremo di nuovo di un mercato che una volta era solo nostro 
     

    E se ci chiudessero eMule...?

    Tutto nasce da una discussione al bar con gli amici Giuseppe e Roger; parlando del più e del meno si è cominciato a parlare di eMule, del suo malfunzionamento di questi giorni e della possibilità sempre minore di utilizzarlo. Se non ve ne siete ancora accorti, provate ad effettuare una ricerca, meglio se di un file poco diffuso che tre mesi fa avevate trovato, vi accorgerete che molto, molto probabilmente non lo troverete più; in ogni caso noterete che i risultati della ricerca, di qualsiasi ricerca, saranno, in termini numerici, nettamente inferiori rispetto a poco tempo fa... Adesso provate a dare un'occhiata alla lista dei server, e vedrete che mancano nomi eccellenti... Adesso si che cominciate a capire qualcosa... C'è un fatto, da non sottovalutare: io di computer ne capisco pochissimo più di niente, quindi non è di aspetti tecnici che voglio parlare, ma di un pensiero che ho fatto in conseguenza dell'eventuale chiusura di eMule, un "pensiero di soldi". Ho provato a fare quattro conti ed altrettanti paragoni: cominciamo. Prima mi è venuta voglia di ascoltare una canzone; l'ho cercata e l'ho scaricata. Se non ci fosse stato eMule, avrei avuto tre alternative, anzi quattro... La prima, attaccarmi alla radio, ascoltare ininterrottamente Radio Italia per sei mesi e sperare che in sei mesi sia in scaletta. La seconda, rompere i coglioni ad ogni essere umano chiedendogli se avesse il cd originale dove c'è la canzone che cerco, e dunque pregare di prestarmelo. La terza, la più improbabile di tutte, andare a comprarmi, ammesso che lo trovi in vendita, il cd originale e spedere una cifra che va minimo minimo dai 15 ai 28 euro per il gusto momentaneo ed effimero di ascoltare una canzone. La quarta, rinunciare all'ascolto, o cantarmela da me... E' chiaro che di rinunciare non se ne parla, cantare non so cantare, nè è possibile ascolare per sei mesi Radio Italia o chiedere in prestito una cosa in maniera ossessiva a chiunque, dunque l'unica alternativa valida ad eMule è acquistare l'originale. Ma si pone un problema morale: se mi avessero detto 10 anni fa di pagare un cd 56 mila lire, io se lo avessi pagato sto prezzo mi sarei sentito un coglione, pertanto pagarlo adesso 28 euro mi farebbe sentire altrettanto coglione... E siccome sapere che "fare" materialmente un cd costa talmente poco che sarebbe possibile venderlo meno di 10 euro e guadagnarci comunque un bel pò, ecco, ciò mi farebbe sentire ulteriormente più coglione. Quindi la canzone me la scarico. Cambiamo ambito. Qualche anno fa, in occasione di una giornata nazionale dedicata all'arte cinematografica, ho sentito un discorso del mai troppo vilipendiato Presidente Emerito della Repubblica Italiana Ciampi che invitava le famiglie italiane a frequentare i cinema più assiduamente; "portate i vostri bambini al cinema" diceva, "il cinema è cultura". Adesso pensate ad una famiglia monoreddito, padre madre e due figli, che decide di andare una sera al cinema, al multisala. E scopre, a sue spese (nel senso letterale del termine), che per entare, solo per entrare, possono occorrere 28 euro. 28 euro per quattro biglietti. Più i popcorn e le bibite... E qui le alternative sono solo due: o aspettare che il film che si rinuncia a vedere arrivi sul piccolo schermo, sempre che nel mentre non ci abbiano portato via anche questa poca televisione più o meno gratuita che ci rimane..., o farselo raccontare da chi l'ha già visto, non contribuendo però così alla crociata culturale in favore dell'industria cinematografica promossa dal Presidente Emerito Ciampi... E' umano che per portare al cinema la propria famiglia occorrano più di 60 mila lire? Ma se ce li avessero chiesti 10 anni fa tutti questi soldi per andare in quattro al cinema, noi li avremmo pagati? Credo proprio di no... Ed adesso? Siamo più coglioni? Dunque, invece di pagare 60 mila lire, o di farsi raccontare un film, i nostri quattro amici il film se lo scaricano. Potrei andare avanti per un bel pò, ma è inutile. Se vi va fatemi sapere che ne pensate
    September 21

    Correzione su Porta a Porta sull'orgasmo simulato

     La canzone alla quale faccio riferimento all'inizio non è 21 Settembre, ma 29 Settembre. L'ho sentita prima alla radio e mi sono ricordato dell'errore di stanotte, dettato dal fatto che erano le due e che, cosa più importante, mi ero sorbito quasi due ore di Flavia Vento... Sbaglierebbe anche il buon Dio dopo un'esperienza simile. A presto

    Porta a Porta sull'orgasmo simulato

    Venerdì 21 Settembre 2007, ore 1:39 (sembra un rifacimento in chiave contemporanea dell'attacco della bellissima "21 Settembre", ma non lo è). Scrivo perchè i posteri, o semplicemente chi non è davanti allo schermo, ne siano comunque a conoscenza. Sto seguendo una delle puntate di Porta a Porta che il mio quinto senso e mezzo mi dice rivedremo in futuro nelle teche Rai, tra le tappe fondamentali dell'evoluzione televisiva italiana. In un periodo durante il quale il precariato supera il lavoro stabile, i cittadini hanno la percezione della peggior pubblica sicurezza degli ultimi 50 anni e una famiglia di 4 persone con uno stipendio di 1.600 euro è povera, dal Bruno nazionale si parla di orgasmo simulato, anatomia sessuale femminile, sex toys e tante altre curiosità. Ospiti del dibattito Alessandra Mussolini, Alba Parietti, Flavia Vento (che avendo scoperto che la droga faceva male ai ragazzi, un anno fa ha pensato di candidarsi per arginare il problema... con i Democratici di Sinistra...), Manuel Casella e qualche altro illustre sconosciuto. Il dibattito è stato aspro ma corretto, snello e privo di battutacce da bar del porto (forse...). Eccone i punti cruciali: Alessandra, chiaro esemplare che sfugge alle leggi di Mendel, ha affermato che Nostro Signore, al momento dell'assemblaggio, ha posizionto il punto G in un posto infelice, poichè difficilmente raggiungibile, e ciò sarebbe da considerare, oltre che ad un danno procurato da imperizia nel montaggio, eticamente scorretto, in quanto consisterebbe in una ennessima punizione afflitta gratuitamente, anzi, per una semplice appropriazione indebita di una mela, alle figlie di Eva... Alba Parietti ha affermato che le ragazze di oggi sono tutte di facili costumi ed ancor peggiori usi, e che il loro atteggiamento "scassamaschi", "mangiauomini", insomma come cazzo vi pare, è controproducente per il mondo femminile stesso. Sentirlo dire ad una che appartiene, pur essendo lei estranea a tutto per carità, ad un mondo come quello della televisione, dove tutto, ancor prima che dai soldi, è mosso "dal pelo", fa quantomeno sorridere... Flavia Vento ha dato il suo decisivo contributo alla trasmissione sorridendo scioccamente ed annuendo a qualsiasi voce udisse in studio come solo lei sa fare. Ha inoltre ricordato ai ragazzi che la droga fa male... Il resto del contributo di sessuologi, direttrici di giornale e, non ultimi, grafici riportanti sondaggi demoscopici, lo potrete rivedere da adulti, quando un giorno ci sarà sciopero dei giornalisti, e come riempitivo manderanno in onda prezioso materiale dalle sacre teche Rai; potrete così assistere ad uno spettacolo di Noschese, a Proietti e Rascel che fanno (bene) il mestiere loro  e, nel mezzo, a consistenti spezzoni della puntata di stasera. Buona visione 

    Le comari di Maria De Filippi

    Poco tempo fa mi sono reso conto del fatto che ero uno dei pochissimi italiani a non avere mai seguito per intero una puntata di "Uomini e Donne" dopo l'era di Costantino ed Alessandra, così, cospargendomi il capo di cenere per non averlo fatto prima, ho acceso la tv e via. Durante la visione ad un tratto ho avuto paura di me stesso poichè, nonostante li davanti avessi la "fiera della gnocca", ho notato che la mia attenzione era stata piuttosto rapita dalle chiassose signore, che mi dicono essere sempre le stesse, che si alternavano tra loro il microfono, dando un esempio di splendida democrazia (più o meno... più meno che più...), per commentare lo svolgimento della puntata ed interpretare succinti abbigliamenti delle figliole e smorfie e sguardi del tronista di turno. In questo bestiario, e lo dico con cognizione di causa, poichè ho seguito altre puntate nei giorni successivi, non ho potuto fare a meno di notare la bella creatura di Dio che corrisponde, se la memoria non m'inganna, al nome di tale signora Daniela, e, sempre andando a memoria, un'altra signora che credo si chiamasse Paola. Comunque, il fatto è che più andava avanti il programma e più loro erano diventate per me il fulcro della questione, le vere star insomma. Vederle sbracciarsi, alzarsi di scatto, sputarsi vicendevolmente acido l'un l'altra mi ha riportato alla mia fanciullezza, quando seguivo gli episodi del titanico Mazinga che sfidava vari nemici robot, e più andava avanti sto teatrino e più inquietanti interrogativi si facevano largo in me. Non essendo stato capace di darvi da solo una risposta, ho pensato di chiedere aiuto a voi, e così ho scritto ste righe. E già, perchè io non posso non saziare la mia curiosità, io devo sapere se le signore che sono li sono davvero ospiti o sono comparse malpagate, nel pieno rispetto della tradizione televisiva Madiaset... Ed ancora siamo all'inizio, perchè se sono comparse va bene, tutto regolare, hanno un copione e vabbè... Oh, ma se fossero li davvero perchè ci vogliono andare loro... Oddio allora si che si aprirebbe un ventaglio di interrogativi atroci, del tipo: "ma ste donne un marito che le aspetta a casa con la cintura in mano non ce l'hanno?" Un marito di quelli "a 'ndò cazzo sei stata? Ma nun lo vedi che 'n cucina ce sta na pila de piatti la lavà che pare a tore de babele, 'a stronza!". O andando oltre, altra spinosa questione: "ma davvero esistono uomini così rincoglioniti da sposarsi delle cozze del genere? Come avranno fatto ste comari qui a farsi sposare?" O peggio, come fanno a dire ad una di quelle ragazze che vanno li "sei troppo grossa tesoro, perdi qualche chiletto e poi ritorna", loro che sono l'emblema dello schifosamente grasso? Cioè, credetemi in una settimana di programma ho visto ragazze dover rendere conto di una taglia 42-44 a donne che le coscie cicciute si confondevano col torace e la testa con le tettone sformate, in parole povere costituivano una massa informe, o meglio, tristemente sferica... Roba da non crederci neanche se lo stai vedendo! Zitte dovrebbero stare, cioè se sei una vacca non dici grassa ad una che ha la 42 cazzo, è il minimo... Ma anche volendo andare oltre l'aspetto fisico, cosa che è giusta per carità, ma perchè devono essere rompicoglioni? Mi riferisco all'atteggiamento, al verbo che usano, sono delle rompicoglioni, ti danno la sensazione che sono li con la precisa funzione di rompere i coglioni in trasmissione. Boh, non ci capirò mai niente. Dite la vostra se vi va
    September 20

    Buoni propositi di Settembre

    Non molto tempo fa, era notte ricordo bene, ascoltando la radio in autostrada, durante una trasmissione di un'emittente non molto nota, si parlava dei buoni propositi che gli italiani hanno a Settembre, di ritorno dalle vacanze estive. Mi sono reso conto che è un'abitudine molto diffusa, forse perchè si vede nel mese di Settembre una sorta di restart, non so. Ho pensato di pubblicare, ad interesse di nessuno evidentemente, o dei pochi abbaialuna miei amici che non avranno di meglio da fare che leggere una simile stronzata... beh, di pubblicare la mia lista personale dei buoni propositi. Se vi va fatemi sapere che ne pansate.                                                  

     

    Ambito fisico                                                                                                                                        

    - smettere di fumare (indipendentemente dal mezzo toscano)

    - smettere di bere

    - dimagrire (quantomeno smettere di mangiare smodatamente)

    - fare attività sportiva (fosse anche danza classica, ma Dio muoversi)

    - più ragionevolmente andare a correre con Giuseppe e Manuela

     

    Ambito rapporti interpersonali                                                                                             

    - non maltrattare il prossimo

    - non maltrattare neanche mio fratello, oltre che il prossimo 

    - non rubare

    - non rubare beni anche se di proprietà di mio fratello

    - essere il meno pregiudizievole possibile  

    - essere il meno dispettoso possibile

    - essere il meno strafottente possibile

    - essere il meno comprensivo possibile (ah, lo sono già, il più comprensivo possibile)

    - dare a fuoco le macchine parcheggiate a cazzo quando torno, di notte che piove, e non trovo posto

    - ridare a fuoco le macchine delle teste di cazzo che nel frattempo eventualmente se la sono ricomprata

    - non scocciarmi di salutare chi so io

    - non insultare nessuno mentre sono in macchina

    - non fare paura ai pedoni frenando solo all'ultimo momento

    - non intraprendere più corse su strada col tram

    - non intraprendere più corse su strada con i bus della Atm (poichè si romperebbero dopo 100 metri)

    - non fare gestacci e rivolgere irripetibili insulti ai Vigili Urbani

    - non definire al loro cospetto la divisa dei Vigili Urbani "vestito di Carnevale"

    - non chiamare più molti anziani "vecchi i Diu"

    - augurare meno disgrazie atroci possibili ai professori universitari (augurargliene una sola, che sia secca e senza sofferenze)  

    - non odiare gli interisti come l'anno scorso

    - dare a fuoco tutti gli Inter Club della provincia in caso di vittoria scudetto bianconera

    - non odiare il postino che citofona e non ha raccomandate per me, ma solo prioritaria per il palazzo

    - installare un qualcosa che scarichi 20.000 Volt di corrente al pulsante del citofono, che sappia quando scaricare e quando no

    - non maledire i gelatai che fanno la gianduja con troppo latte (che tralaltro manco gli conviene, teste di cazzo)

    - non fumare il sigaro nella stanza da letto dove mia madre deve dormire

    - non fumare apposta il sigaro dove c'è mia madre (fuamrlo vicino a lei solo in maniera preterintenzionale)

    - non parlare più male dei miei parenti con più estranei possibile (anche se ne ho parlato sempre troppo poco male finora)

      

     Ambito personale

    - essere il più ordinato possibile

    - essere il meno disordinato possibile

    - iniziare finalmente a studiare

    - farmi la barba più spesso

    - continuare a leggere tanto

    - riprendere a leggere Dylan Dog

    - seguire per intero il mondiale rally (che è una volta al mese, per un fine settimana, alle dieci di sera, pertanto non potrei uscire ed andarmene a zonzo)

    - seguire per intero il mondiale di Formula 1 (indi non rompersi i coglioni dopo aver visto la partenza e il primo mezzo giro)

    - seguire per intero il campionato di calcio (senza bestemmiare e turpiloquiando il meno possibile)

    - ricordarsi di vedere i Simpson cinque minuti prima che cominci l'episodio, non venti minuti dopo che è finito

    - non andare a letto ogni notte alle tre di mattina

    - continuare a seguire Porta a Porta (e ricordarsi di dire ad un amico di seguirsi Matrix, almeno poi si sa di che cazzo parlare il giorno dopo)

    - riprendere in mano la chitarra

     

    Ambito politico 

    - votare la Lega Nord

    - votare il più a destra possibile se proprio non mi riesce di votare la Lega

    - maledire ore quarti e momenti l'attuale Governo

    - maledire almeno tre volte al dì il precedente Governo

    - vilipendiare frequentemente il Capo dello Stato

    continuare a chiamare i magistrati "porci"

    - i parlamentari "papponi"  

    - continuare ad odiare il Verde Bonelli

    - l'Udc Tabacci

    - Lusetti della Margherita

    - Fabris dell'Udeur

    - l'azzurro Miccichè

    - gli An Ronchi e Gasparri

    - di Rifondazione, Comunisti Italiani e via dicendo manco faccio l'elenco, mi limito solo a due nomi: Diliberto e Caruso

    - continuare a pregare San Clemente Mastella che ci faccia la grazia 

    - se la grazia ce la fa quanche rosso benvenga, purchè sia grazia

    - convincersi che in Parlamento, a destra come a sinistra, l'unica è il diserbante

     

    Ambito musicale

    - scrivere una mail ai Negramaro consigliandogli di cambiare mestiere

    - a Laura Pausini e Tiziano Ferro dicendogli di bruciarsi vivi

    - ad Eros Ramazzotti di sistemarsi sto cazzo di naso che non ne possiamo più              

    - ai Pooh invitandoli ad un periodo di soggiorno a Collereale

    - a Simone Cristicchi invitandolo a restituire il maltolto (la Targa Tenco)

    - ai Jalissie, Francesco Renga e tanti tanti tanti altri di imitare Simone Cristicchi

    - agli organizzatori di Sanremo, chiedendogli quanto si prendevano dalle case discografiche per far vincere il Festival ad una nuova proposta, di guardarsi intorno e cercare un posto come parcheggiatori abusivi a Napoli

    - a Gigi D'Alessio, chiedendogli il rimborso di un cd suo che chissà per quale sgualdrina avrò acquistato (ora che ci penso ero ubriaco, le sgualdrine non c'entrano)

     

    Varie ed eventuali

    - sparare al cantautore

    - pelare meglio le patate

    - indire una crociata contro Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, nonchè contro tutti i reality in palinsesto su ogni rete                                                                                                       

    - parlare della mia insonnia a Gigi Marzullo e chiedergli se lui mi può capire

    - vuotare i posacenere spesso

    la lista è aperta e soggetta a continui aggiornamenti

    Primo intervento

    Ed eccomi qui! Eccomi entrato nel mondo dei blog, con il buon proposito di coltivare pressocchè quotidianamente questo interessante orticello senza dimenticarsene e far si che diventi un campo di ortiche e gramigna (sarebbe una perifrasi [una perifrasi sarebbe, a soldoni, un giro di parole] per dire che non vorrei stracatafottermene del mio blog e che avrei intenzione di utilizzarlo e pubblicarvi frequentemente un mare di cazzate e cose importanti) Ora che rileggo, l'utilizzo della parentesi ( e della [ nella frase precedente fa tanto equazione matematica, e questo è molto strano, dato che in vita mia posso vantarmi di essere stato capace di risolvere un'operazione di questo tipo non più di cinque volte. Comunque, io sono qui: entateci e commentate, il più spesso possibile. Antonio