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29 september Roberto Vecchioni tour 2007 - CapizziTutto ok, accordi già presi. Parto alle sette meno dieci per lo svincolo di Barcellona; li mi aspetta Saverio, un amico che come quota concerti di Roberto è a 31 o 32 (non ricorda bene, ne ha perso il conto). Poso la mia macchina e monto sulla sua, Elisa, sua moglie, gentilmente mi fa mettere davanti, compiendo un gesto che più avanti assurgerà al rango di sacrificio, data la durata insospettata del viaggio... Dietro c'è anche la piccola Allegra, per lei è il primo concerto, e dubito ne sia entusiasta... Alla sua età, grazie a Dio, si pensa ad altro. Partiamo da Barcellona per le sette e un quarto, destinazione Capizzi; nessuno di noi c'è stato mai, non sappiamo con certezza la strada, semplicemente che "è lontano"... non sapevamo quanto... In autostrada ascolto di Montecristo, album della gioventù di Saverio, fino a quando Allegra, giustamente, non fa valere i suoi 5 anni e si fa mettere Barbapapà! Era da un sacco che non lo ascoltavo, tutto sommato mi fa anche piacere. Finiamo l'autostrada-videogioco dopo Sant'Agata, ed è qui che viene il bello: 15 km di statale per arrivare al punto dove si inizia la salita per Capizzi, siamo solo all'inizio. Arriviamo ai piedi della montagna e leggiamo che per arrivare mancano 36 km di bosco... non a caso il paese è a 1250 metri d'altezza... ma c'è Roberto, allora si sale di buon grado. Meno Allegra, che soffre la montagna e desidererebbe solo che si tornasse a casa! Di tanto in tanto chiede "quanto manca?" "Poco, tesoro" è la bugia di noi adulti... Comincia il bosco della Miraglia, fitto, non passa luce in certi punti, ti fa quasi paura. La bambina se ne accorge e, argutamente, lo paragona ai boschi delle fiabe... Ma come in ogni bosco fatato che si rispetti, non potevano mancare gli animali, così, sbucando un tornantino, è la prontezza del piede destro di Saverio a salvare macchina e serata: un branco di cavalli selvatici, belli, neri, muscolosi nelle loro zampe, ma anche pericolosi, in quanto non abituati all'uomo. Slalom tra gli equini, con estrema prudenza, e via su per Capizzi. La fiera del bestiame non si conclude con i cavalli; nell'ordine: uno scoiattolo, un leprotto ed un bellissimo gatto selvatico ci attraversano di netto la strada. Dagli animali che vedi ti rendi conto che sei in un posto davvero fuori dal mondo... Sono già le nove, ancora siamo per strada, e sale l'ansia; il concerto comincia alle nove e un quarto, arriveremo? Con Allegra che aumenta la frequenza del siamo arrivati? sbuchiamo una curva e ci accorgiamo di essere un cima a un monte dal quale si vedono le luci di un abitato: "Capizzi" pensiamo; solo più tardi sapremo che quel posto è Troina, in provincia di Enna... Per Capizzi c'è ancora qualche km. Arriviamo all'imbocco del paese alle nove e venti, la strada è chiusa; San Giacomo, protettore del paese, oggi è la sua festa, con tanto di processione e fuochi artificiali. Parcheggiamo poco fuori paese, scendiamo dalla macchina: altro clima, 11 gradi, (a Barcellona ne avevamo lasciati 30), nebbiolina, umido che si appiccica addosso, freddo. Qui ci sono solo due rimedi... un bel maglione si, l'avevo previsto, e, sulla strada che porta alla piazzetta del paesino, l'altro rimedio: un whisky. Proseguiamo e veniamo interrotti da un fuoco continuo i giochi pirotecnici, qualcosa davvero di grasso, durano 25 minuti. Più tardi sapremo che non siglificavano la fine della processione, ma il suo inizio... Arriviamo il piazza S. Giacomo che sono le nove e trentacinque, prendiamo posto e venaimo a sapere che Vecchioni canterà non prima delle undici, prima il Santo, poi il divertimento ci fa capire un'anziana sgrammaticata ma simpatica. E come tiri a quell'umido un'ora e mezza? La bambina finora è tranquilla, non dà segni d'irrequietezza, la mamma la fa mangiare. Io non ho fame, ho freddo. Avvisto un bar tanto piccolo quanto squallido, ci entro con Saverio. Il mio whisky ce l'hanno, il suo gin no, addirittura non conoscono la bottiglia. Opta per un Ballantine's pure lui, dose normale. Guardo fuori e vedo la nebbia; alla grassona al banco faccio segno di versarne ancora, non posso fare altrimenti: la fuori si congela per i miei gusti. Torno alle sedie, seconda fila, dalla prima si vede peggio, e si chiacchiera con i presenti. Un settantenne devoto a San Giacomo viene da Castelmola, sono 72 km di montagna, da pazzi... Sto seduto un altro pò, ma non ce la faccio... Vado in un'altra piazza, c'è uno schermo dal quale si vede una cosa strana: è l'usanza del paese. Costruiscono un muro di mattoni, robusto, e lo buttano a terra con la vara del santo, prendono la rincorsa e ci vanno a sbattere contro. La fede che butta a terra il paganesimo, il muro infatti rappresenta un tempio pagano. Curiosissima usanza, mai sentita prima. Torno, aspetto ancora, altro whisky. Le undici, salgono sul palco un pò tutti: Ilaria Biagini, Ascolese, il bassista Dino e gli altri. Accordano, sistemano, parlano tra loro. Undici e un quarto, Roberto, accompagnato da due energumeni, attraversa la piazza tra gli applausi. Attacca Vaudeville, la canta da dietro il palco, poi sale. Giacca chiara, color ghiaccio, maglietta blu e jeans; se c'è uno che come abiti di scena non spende una lira questo è lui, e fa benissimo. Non stacca e comincia Samarcanda, poi il "caldo da palco" si fa sentire e la giacca vola sul retro... Roberto è già entrato bene, un pò deve aver bevuto, ma canta bene. Ai saluti non è mai freddo, tantomeno stavolta; qui a Capizzi non riesce a non dire che è il paese più lontanto dove è andato a cantare finora... "Non si arriva mai, ma non siete voi a non essere vicini, sono gli altri che vi sono lontani". La mia ragazza, così così, poi Vincent, e qui esce il vero Vecchioni, non serve aggiungere altro. Piccola curiosità, il concerto è sotto la chiesa, campanile che batte il quarto d'ora... E' una battaglia che Roberto, complice il culo che ogni pausa tra una canzone e l'altra coincide col battere della campana, la stravince! Continua il concerto, siamo pochissimi, una cinquantina, ma sta riuscendo benissimo, inaspettatamente perfetto. E' inutile che riporti l'ordine preciso delle canzoni, quello che ha detto tra una canzone e un'altra, chi conosce Roberto Vecchioni sa cosa sono i suoi concerti, chi non lo conosce ha sempre tempo di rifarsi se vuole. Se non vuole non è obbligatorio grazie a Dio... Allegra continua a tenere duro, pare incuriosita dalle luci, dai suoni, finora è stata buona. Lo spettacolo continua, due parole sui giovani, sentite e sincere, tre sulla Tribù Tim ("andate a fanculo"), una storia vecchia del 1984, una bella storia, ed emotivamente sale ulteriormente di livello; Canzone per Sergio, Stranamore, Sogna ragazzo sogna, Viola d'inverno, Velasquez, non poteva essere altrimenti; purtroppo aumenta parecchio anche il freddo. Alla fine la bambina, giustamente, cede. Mancano solo due canzoni alla fine, ma andiamo via. Mi sono messo nei suoi panni: se mi chiedessero di stare a Gardaland, per giunta al freddo, per 4 ore forse mi romperei alquanto le palle... Purtroppo non siamo potuti andare dietro al palco a fine concerto; col fatto che eravamo così pochi l'autografo ci scappava di sicuro, ma va bene così. Il male piuttosto è al ritornare... ci aspettano più di un paio d'ore di strada per casa, tante, ma il viaggio per fortuna va bene, niente animali, niente traffico. Arriviamo a Barcellona per le tre meno venti, ed è qui che comincia la lunga notte di Antonio e Saverio... Non mi riparte la macchina: batteria a terra! Accompagnamo Elisa e la bambina a casa e ci mettiamo a cercare qualcuno che possa darci una mano, se non una mano almeno due cavetti per batteria... Nessuno. Alla fine approdiamo in un bar notturno di un suo cliente, che ci dà una risposta confortante: "sedetevi qui, qualcuno passerà!". Ricordo che ho riso... ed ho ordinato l'ennesimo whisky, che fortunatamente ed incredibilmente era finito, dunque un bel bicchiere d'acqua. Passa un'oretta scarsa, per le quattro arriva il nostro salvatore, nei panni di un mercante a bordo di un maxiscooter; poche parole col gestore, ci dice di aspettarlo, sta andando a prendere i cavetti a casa. Torna e corriamo con lui allo svincolo; in un attimo mette in moto la mia con l'Alfa di Saverio. Chiediamo quanto dobbiamo, risponde "la vostra amicizia": un galantuomo. Un abbraccio con Saverio e riparto per Messina. La prima tappa del tour finisce qui 26 september L'isola dei famosiStasera ho seguito per la prima volta quest'anno l'isola dei famosi. Mi aveva colpito la presenza in Honduras di Alessandro Cecchi Paone, stronzo ed arrogante quanto vuoi, ma sicuramente non è un cretino dai, è uno intelligente, realmente colto. Stasera ho capito una cosa... La sua presenza lì, oltre che piacevole per chi lo stima, ho percepito essere addirittura essenziale per la corretta comprensione del programma, poichè costituisce il vero "marchio di riconoscimento" dei famosi rispetto ai comuni mortali, presenti anche loro per la prima volta nella storia del reality. Tale funzione non sarebbe infatti potuta essere espletata da Nicola Canonico, in quanto credo non lo conoscano bene neanche i suoi parenti... e si sarebbe finito col mischiare le carte, considerarando il sig. Cucurullo il vero vip della situazione. Pensa un pò, tu accendi e vedi inquadrati Nicola Canonico, Lisa Fusco e Debora Salvalaggio, pensi "ma chi cazzo sono questi!" Poi vedendo Cecchi Paone ti accorgi che sono i vip. Altro conto è se con l'Alessandro ci vedi Malgioglio... minimo pensi che è un gay pride oltreoceano... E pensare che di Cristiano anni fà ho dovuto comprare pure un 45 giri, di quando si impiumava tutto e cantava in un complesso che si chiamava "nuovo sistema", dato che Roberto Vecchioni gli scrisse una canzone. Non è comunque uno dei pezzi della mia collezione che mostro con particolare orgoglio... Altra inaspettatta scoperta è stata sentire parlare Francesco Coco: non pensavo sapesse farlo, considerato che è stato calciatore, dell'Inter per giunta... Sai com'è, te lo vedi solo in quelle foto paparazzate nei locali in dell'estate, sempre in compagnia di madonne di varia scelta e provenienza, cioè uno così non te lo immagini che parla, al limite che biascica qualcosa, con quegli occhi da allupato che la natura matrigna gli ha dato, davanti alle prosperità che la natura, benigna stavolta, ha dato a qualche sua amica. Per il resto pare un ragazzo sensibile ed intelligente, pensate che ha dichiarato che sull'isola avrebbe voluto nientepopodimenochè Renato Zero, poichè lo adora ed avrebbe dato in emotività li tra i naufraghi. Cosa che Francesco non sa è che Zero voleva andare, anzi, voleva perfino esibirsi in spiaggia, aveva anche uno dei suoi bellissimi abiti di scena pronto per l'occasione, ma la redazione non lo ha voluto (eh si, embè, la vita, Zero capirà...). Coco ha anche dichiarato che proporrebbe una legge che abolisca l'embargo contro Cuba, che nella vita precedente era un cattivo ragazzo, e che, stranamente a questo punto, la sua favola preferita è Pinocchio, ma in particolare gli è caro il personaggio di Mastro Geppetto. Ora capisco perchè stava sempre zitto: era ben consigliato da qualcuno... La Fusco è tutta un programma... a vederla (per la prima volta, non l'avevo mai vista prima, ma per mancanza mia che guardo poca tv, lei è famosa, famosissima), mi aveva fatto simpatia: è carina, vulcanica. Poi ho saputo una cosa, solo una cosa: una napoletana che non sa nuotare. Basta questo, anche se poi in compenso ho saputo anche che ha inciso credo quattro o cinque dischi, e per me, collezionista folle, non possederli è stato un trauma, tanto che ho preso a strapparmi i (pochi) capelli che mi restano in testa. Parlerei anche degli altri naufraghi, ma si farebbe troppo lunga; per ora va bene, scherzevolmente apparte tutto, così Dispacciati 26/09Finirà così. Finirà che dopo il plastico di Cogne e la bicicletta di Garlasco esauriremo la nostra feroce vena inquisitoria, e ci volteremo indietro, chiedendo solo chi ha tagliato i bei baffi di Crepet. Ma il professor Bruno, Vespa Bruno e la bruna Simonetta Matone non sapranno darci il nostro colpevole quotidiano. Così, scontenti, andremo a letto prima. Con buona pace della nostra insonnia Inaugurazione della nuova rubrica "Dispacciati"Leggo spesso Panorama, e la prima cosa che vado a cercare, prima di iniziare la lettura a tappeto, è la piccola rubrica "Dispacci" a cura di Pietrangelo Buttafuoco. Forse per lo stile, secco e pungente, sagace, forse per l'estrema simpatia che nutro per il giornalista conterraneo, ho deciso di inaugurare una rubrica "parallela" alla sua, col vantaggio che può essere anche commentata! Chiaramente, per un senso di profonda devozione, e per non fare ridere nessuno, in quanto io certo non sono Pietrangelo Buttafuoco, non mi sono azzardato di chiamare la mia rubrichetta "Dispacci", ma volendo comunque mantenere viva la genesi dalla madre, ho deciso di chiamarla "Dispacciati", ovvero "Dispacci spacciati per tali", nome che, a seconda dell'argomento trattato ben si adatta con "Dispacci: siamo spacciati"... Commentate numerosi 25 september Su Beppe GrilloSu invito dell'amico Enzo ecco due righe sul fenomeno di questi giorni: Beppe Grillo. Mi invitava, nel commento che ha lasciato sull'intervento riguardante la chiusura di eMule (il cui funzionamento continua a peggiorare...), ad esprimere il mio pensiero a riguardo. Ecco, preliminarmente conviene sfatare la credenza che in questi giorni la tv ci sta facendo ingoiare, il "Grillo o lo ami o lo odi"; no, non è vero, si può essere parzialmente, ed in differente misura, d'accordo o meno con quello che dice, da qualunque parte si stia. A mio avviso, insindacabilmente, una lancia in suo favore bisogna spezzarla, in maniera universale: bisogna che gli si riconosca il merito di avere risvegliato le coscenze, il merito di essersi fatto portavoce di una larga, larghissima fetta di popolazione che da vent'anni ce l'ha con la politica ma che non ha mai espresso apertamente il proprio dissenso. Questo Grillo l'ha fatto, anzi, ha cominciato a farlo da tempo e continua a farlo, ed è giusto che glielo si riconosca. Dopo questo entriamo in un campo spinoso, quello delle valutazioni personali, e qui, dove è sovrano il soggettivo, ogni opinione è giusta e degna d'ascolto e d'attenzione. La mia personale si rifà a quello che ho detto all'inizio, al poter essere d'accordo con lui anche solo parzialmente. Grillo, a mio modestissimo avviso, parte bene: mette a fuoco il vero problema: la distanza che c'è tra il mondo politico e quello di noi cittadini; la politica che ha smesso di occuparsi dei cittadini, se mai di loro si è occupata, e ha messo questi ultimi in posizione d'obbligo di doversi occupare di lei, mantenendo gli enormi costi che produce, andando a votare candidati imposti dall'alto, sopportando un malfunzionamento d'apparato che altrove avrebbe già scatenato una rivoluzione. Grillo, enfatizzando il suo "vaffanculo", si è fatto voce di una popolazione stanca, di diversi settori che hanno, dal malgoverno, complicata la vita di oggi e di domani, penso ai giovani precari, penso ai pensionati, alle famiglie, anche agli studenti ed ai ricercatori. In questo sono d'accordo con lui, con la sua denuncia, aspra, violenta, ma realistica. Sono diversi i passi del suo discorso che andrebbero citati, ma per questioni di tempo ne cito solo due: il blog del ministro Gentiloni, da lui utilizzato solo per far sapere all'opinione pubblica che il suo passatempo preferito è il gioco del tennis con l'amico Ermete ("Gentiloni ed Ermete, andate a fanculo" tuona Grillo), e la consegna a Roma al ministro del lavoro Damiano del libro "Nuovi schiavi", composto da 400 lettere da lui ricevute da precari, consegna alla quale Damiano così reagisce, parole di Grillo stesso che lo giura sui suoi figli: "io lo prendo, ma sono qui per caso". Ecco, questo è sufficente a far capire l'ondata emotiva sulla quale il popolo del V-Day si muove, non serve aggiungere altro. Un ministro del lavoro, che al momento di prendere una pubblicazione del genere, così pesante, così atroce nei racconti di precariato quotidiano che fà, pubblicazione che tralaltro se volete potete liberamente scaricare, risponde che è li per caso, si commenta da solo. Grillo non sbaglia quando propone di ripulire le due Camere dai condannati in via definitiva, e più in generale non sbaglia nel parlare di "moralizzazione della politica", ma, e qui entriamo nell'antitetico, non propone una seria alternativa. Mi spiego: la sua denuncia non solo è positiva, è anche doverosa, coraggiosa. A ciò però non c'è un seguito, una via a mio avviso percorribile. Grillo propone uno smantellamento sacrosanto, limitandosi dopo a dire che la ricostruzione deve essere effettuata "col bollino di garanzia", non fornendo una valida alternativa. Guidare un Governo è compito assai delicato, ampio, giustizia, come economia, come sicurezza, o trasporti, non sono temi che si possono improvvisare in piazza, pena l'anarchia. Non può andare in Parlamento l'intero popolo dl V-Day, e questa è, mio malgrado, l'ammissione dell'assolutà necessità della classe politica; altro discorso è che quest'ultima non giochi sulla sua fondamentalità, in posizione di forza peraltro, su di noi che la sosteniamo e ne paghiamo gli immensi e di sicuro eccessivi costi, senza trarne alcun beneficio, spesso anzi vedendoci negati i diritti primi. La denuncia di Grillo è sicuramente positiva, dirò di più, è un toccasana per molti ormai sfiduciati, certo non fa un passo in più rispetto alla situazione odierna, almeno in termini pratici. In termini di consenso mediatico ha avuto il successo che meritava senz'altro, ma questo è già un altro discorso. La verità è che il problema è infinitamente più vasto; non basta dire che la politica è marcia, perchè rinasca una politica sana. Non basta dire che la politica deve essere dei cittadini, perchè lo sia davvero. Il fulcro, come del resto ogni cosa, sta nei legami della politica con altri mondi, con i soldi, col mero potere inteso come status quo da mantenere. Beppe Grillo ha intelligentemente parlato di stipendi e pensioni d'oro, ma non è tutto li, e so che lui lo sa perfettamente. Il problema sta nell'atteggiamento lobbistico della politica, anzi, nel suo stretto legame con lobby di potere, con la mafia, con altre strutture poco chiare, è questo il centro della questione, ed è anche la montagna più alta da scalare. Senza che s'offenda nessuno, tanto ormai credo che nessun partito possa porre ad un altro una "questione morale", non c'è schieramento che non abbia, almeno in qualche suo esponente, legami col mondo dell'alta finanza, dell'informazione, della televisione perfino, a volte, putroppo, anche della mafia. Ecco qual'è il concetto problematico: la politica è diventata tutto fuorchè politica, a volte sporcandosi, a volte amoralizzandosi, a volte mischiandosi a mondi che di politica, intesa come buongoverno della cittadinanza, non ne sanno nulla e niente ne vogliono sapere. Grillo azzarda un palliativo, quello delle due legislature poi a casa, ma chiaramente non è sufficente, non devo spiegare io che basta un mese per compromettersi, altro che dieci anni! Non so quale sia la soluzione definitiva al problema, non so neanche se il cambiamento è vicino o dovremo ancora aspettare. So per certo che ci sarà, un sistema come questo collaserà sugli sconquassi, sulle disparità che esso stesso ha prodotto. Quello che importa è che adesso la tensione morale resti alta, che se ne continui a parlare, che a Roma sappiano che noi sappiamo, che non governano un popolino, ma un popolo. Grillo in questo è stato unico, credo che lo possa ammettere anche il suo più grande detrattore, e prova ne è che talmente è stato efficace, nella prima parte del suo ragionamento, nella denuncia insomma, che tutti, dico tutti i partiti, si sono sentiti in dovere di prendere le distanze, dibattere, reagire anche aspramente, quantomeno non condividere e comunque chiudersi a riccio in quella che prima ho definito "assoluta necessità della propria esistenza". In termini di volontà "partecipativa" l'opinione pubblica si è divisa tra quelli che sostengono che Grillo voglia attivamente partecipare al cambiamento, liste civiche, fondazione di un partito o chissà che altro, e quelli che lo considerano lontano da logiche di partito. Credo che la tesi di questi ultimi sia comprovata dalla sua trasversalità; non credo che la sua indole possa farsi inglobare facilmente da questo o quel colore, nè che lui ne abbia la minima intenzione: la sua buona fede mi pare lapalissiana. Abbiamo dato fiducia per sessant'anni ai più grandi mascalzoni della storia, perchè non darne a lui? Bellissima la risposta che dà ad un giornalista che gli chiede perchè un mattino si sia sveglaito ed abbia cavalcato la rete fino a portarla in piazza a Bologna e nel resto d'Italia: "perchè non potevo dire a mio figlio che l'unica cosa in cui deve credere sono i soldi". In attesa del V-Day dedicato all'informazione ed agli scandalosi finanziamenti pubblici dei quali il 90% della stampa gode, commentate, se vi va, quello che avete appena letto 24 september Il concerto di Betty CurtisPoco fa ho sentito un amico di Torino, un ragazzo poco più che trentenne, collezionista folle più di me, col quale mi sento appunto per la comune mania... Nella telefonata ad un certo punto è uscito un racconto su un concerto di Betty Curtis... E' una storia asciutta ma allo stesso tempo... diciamo poco scontata... Mi raccontava che, assieme ad amici ed amiche, tutti accomunati dalla spasmodica passione per interpreti ormai più o meno spariti, ma in modo particolare per la Betty, videro i manifesti di questo concerto della Curtis che si teneva in provincia di Torino, la sera stessa. Tutti contenti si precipitarono ad organizzare le macchine, e via! Ci misero un pò a trovare la strada, e caso volle che addirittura si persero, rischiando di perdersi il concerto, o alla meno peggio, di arrivare in ritardo... Tra di loro serpeggiava il malcontento: "ed ora?" "ma come, canta Betty e noi arriviamo in ritardo...?" Fortuna volle che ritrovarono la via ed in pochissimo arrivarono... in un posto che sembrava essere la Luna... Tale era il paesaggio che si presentò ai loro occhi, lunare: paese sorprendentemente vuoto, nemmeno un'anima in giro, pochissime auto, bar vuoti. Vagando per il paese come una truppa di sopravvissuti, roba da day-after, ad un tratto, imboccando un vicolo da tagliagole sbucarono in quella che doveva essere la piazza del paese, e li, apriti cuore, c'era allestito un palchetto che doveva servire per l'esibizione di Betty Curtis. Si avvicinarono, e non faticarono molto a trovare posto proprio sotto. Neanche dieci minuti e si affievolirono le lucine della piazza, lasciando spazio a quelle del palchetto sul quale, con tripudio ed accompagnata da urli di gioia dei ragazzi, salì lei. Il problema vero era però non sul palco, ma di fronte... Oltre la fila degli amici del mio amico, stazionava solamente una sparuta pattuglia di vecchiacci, attirati più dal variare delle luci piuttosto che dal nome dell'artista... scoraggiante per chi si trova a dover cantare per 12 persone... Comunque, Betty iniziò e diede addirittura il meglio di sè, grata probabilmente a queli pochi ragazzi che colorarono una serata altrimenti di assoluto anonimato. Il bello viene adesso. A fine concerto fu la Cutris stessa che volle conoscere i nomi dei suoi salvatori, e prima che i ragazzi si avvicinassero al retro del palco, furono chiamati da un'accompagnatore della cantante, che con voce macha disse: "la signora Curtis desidererebbe scambiare due parole con tutti voi". Figurarsi, non stavano nella pelle! La raggiunsero dietro al palco, di sotto, e la videro scendere, stanchissima... lei chiese loro cosa facessero nella vita, loro rispondevano come automi, seguendo le farfalle loro: "Betty mi fai una firma?" Chi, addirittura dandole del lei: "signora Curtis, possiamo fare una foto assieme?" Lei, gentilissima, acconsentì, ma nel contempo non guarì dallo stupore che le aveva fatto vedere sto manipolo di ragazzi in quel paese di vecchi, li solo per lei, e che l'aveva spinta a volergli parlare lei per prima. Così, a bruciapelo, disarmante, arrivò la domanda che già ronzava nella testa da un bel pò: "ragazzi, ma voi quanti anni avete?" "Beh, siamo un pò tutti sui trenta, anno più anno meno". "E non avevate di meglio da fare stasera?" 22 september In Italia importiamo il granoOrmai lo sappiamo tutti, ci aspetta un autunno caldo dal punto di vista del caro vita, soprattutto per quanto riguarda il pane e la pasta, dove si parla di aumenti del 50 - 70%. Non si capisce, o meglio, non si capirebbe dov'è nella filiera il "problema" che genera aumenti di questo genere... Certo non è colpa degli agricoltori di casa nostra, produttori solo in piccola percentuale della materia prima, e comunque vittime in prima persona di un lavoro massacrante pagato una miseria, nè è colpa dei mulini... Probabilmente ci sono speculazioni a livello di distribuzione, panifici e grande distribuzione, o ancora prima nel trasporto della merce, ma non è questo il problema, o meglio, il trasporto in Italia è un problema eccome, ma almeno in questo caso, a mio parere, l'assurdo sta da un'altra parte. Concausa dei rincari è stato l'esaurimento a livello mondiale delle scorte strategiche, c'è stata, continua ad esserci una richiesta superiore alla produzione, pertanto il mercato "accellera" e il prezzo lievita (trattandosi di pane che lieviti è comprensibile...). Però, che ce ne frega a noi, "paese 'o sole", dell'esaurimento delle scorte strategiche? Ce ne frega, in quanto, e lo dico con sincero stupore e malcelato disgusto, siamo il paese che importa la maggiore quantità di grano al mondo!! Capite dov'è la stranezza? Noi importiamo il grano! Noi siciliani mangiamo pane e pasta prodotti con grano francese, pagato 4 volte tanto quanto lo pagheremmo se acquistato in centro Sicilia, nella val Dittaino, ed il grano di casa nostra lo usiamo in piccola parte ed il resto lo buttiamo! Cazzo, ammettetelo è strano no? E così è per gli agrumi, in piccola parte per le olive e tutto il resto. Questo è quanto: noi produciamo, certo ad oggi non riusciremmo a soddisfare il fabbisogno nazionale, ma produciamo; se si ottimizzasse la produzione sicuramente riusciremmo anche a produrre meglio e di più, ma poi succede qualcosa che fa si che al nostro grano si preferisca quello francese, che alle nostre arance si preferiscano quelle tunisine, e dalla Grecia vengono le olive. Succede che i trasporti, posto che nel paese da terzo mondo dove stiamo, alla linea ferrata si preferisce, con tutto quello che costa il diesel, il trasporto gommato, entro il territorio nazionale costano talmente tanto che si preferisce comprare all'estero piuttosto che dal sud... Ed il pane ce lo fanno pagare perfino 7 euro al chilo. Cosa fare? Ottimizzare i trasporti, costringere questo Stato parassita a farlo, cambiare finalmente, utilizzare il nostro grano, non quello dei francesi, intraprendere una nuova Battaglia del Grano, in difesa della nostra gente, gente che si ammazza di lavoro nei campi per quattro lire al giorno, mentre noi scelleratamente arricchiamo altri popoli, creando sacche di povertà immani a casa nostra. E' assurdo, noi siamo gli affamatori della nostra stessa gente. Sciopero dei consumi esteri, mangiamo pane italiano, rifiutiamoci di pagare le tasse a Roma ladrona che ci sfrutta senza consentirci di commerciare i nostri prodotti, finchè non saremo messi in condizione di vendere il nostro grano a prezzo concorrenziale, finchè non ci impadroniremo di nuovo di un mercato che una volta era solo nostro
E se ci chiudessero eMule...?Tutto nasce da una discussione al bar con gli amici Giuseppe e Roger; parlando del più e del meno si è cominciato a parlare di eMule, del suo malfunzionamento di questi giorni e della possibilità sempre minore di utilizzarlo. Se non ve ne siete ancora accorti, provate ad effettuare una ricerca, meglio se di un file poco diffuso che tre mesi fa avevate trovato, vi accorgerete che molto, molto probabilmente non lo troverete più; in ogni caso noterete che i risultati della ricerca, di qualsiasi ricerca, saranno, in termini numerici, nettamente inferiori rispetto a poco tempo fa... Adesso provate a dare un'occhiata alla lista dei server, e vedrete che mancano nomi eccellenti... Adesso si che cominciate a capire qualcosa... C'è un fatto, da non sottovalutare: io di computer ne capisco pochissimo più di niente, quindi non è di aspetti tecnici che voglio parlare, ma di un pensiero che ho fatto in conseguenza dell'eventuale chiusura di eMule, un "pensiero di soldi". Ho provato a fare quattro conti ed altrettanti paragoni: cominciamo. Prima mi è venuta voglia di ascoltare una canzone; l'ho cercata e l'ho scaricata. Se non ci fosse stato eMule, avrei avuto tre alternative, anzi quattro... La prima, attaccarmi alla radio, ascoltare ininterrottamente Radio Italia per sei mesi e sperare che in sei mesi sia in scaletta. La seconda, rompere i coglioni ad ogni essere umano chiedendogli se avesse il cd originale dove c'è la canzone che cerco, e dunque pregare di prestarmelo. La terza, la più improbabile di tutte, andare a comprarmi, ammesso che lo trovi in vendita, il cd originale e spedere una cifra che va minimo minimo dai 15 ai 28 euro per il gusto momentaneo ed effimero di ascoltare una canzone. La quarta, rinunciare all'ascolto, o cantarmela da me... E' chiaro che di rinunciare non se ne parla, cantare non so cantare, nè è possibile ascolare per sei mesi Radio Italia o chiedere in prestito una cosa in maniera ossessiva a chiunque, dunque l'unica alternativa valida ad eMule è acquistare l'originale. Ma si pone un problema morale: se mi avessero detto 10 anni fa di pagare un cd 56 mila lire, io se lo avessi pagato sto prezzo mi sarei sentito un coglione, pertanto pagarlo adesso 28 euro mi farebbe sentire altrettanto coglione... E siccome sapere che "fare" materialmente un cd costa talmente poco che sarebbe possibile venderlo meno di 10 euro e guadagnarci comunque un bel pò, ecco, ciò mi farebbe sentire ulteriormente più coglione. Quindi la canzone me la scarico. Cambiamo ambito. Qualche anno fa, in occasione di una giornata nazionale dedicata all'arte cinematografica, ho sentito un discorso del mai troppo vilipendiato Presidente Emerito della Repubblica Italiana Ciampi che invitava le famiglie italiane a frequentare i cinema più assiduamente; "portate i vostri bambini al cinema" diceva, "il cinema è cultura". Adesso pensate ad una famiglia monoreddito, padre madre e due figli, che decide di andare una sera al cinema, al multisala. E scopre, a sue spese (nel senso letterale del termine), che per entare, solo per entrare, possono occorrere 28 euro. 28 euro per quattro biglietti. Più i popcorn e le bibite... E qui le alternative sono solo due: o aspettare che il film che si rinuncia a vedere arrivi sul piccolo schermo, sempre che nel mentre non ci abbiano portato via anche questa poca televisione più o meno gratuita che ci rimane..., o farselo raccontare da chi l'ha già visto, non contribuendo però così alla crociata culturale in favore dell'industria cinematografica promossa dal Presidente Emerito Ciampi... E' umano che per portare al cinema la propria famiglia occorrano più di 60 mila lire? Ma se ce li avessero chiesti 10 anni fa tutti questi soldi per andare in quattro al cinema, noi li avremmo pagati? Credo proprio di no... Ed adesso? Siamo più coglioni? Dunque, invece di pagare 60 mila lire, o di farsi raccontare un film, i nostri quattro amici il film se lo scaricano. Potrei andare avanti per un bel pò, ma è inutile. Se vi va fatemi sapere che ne pensate 21 september Correzione su Porta a Porta sull'orgasmo simulato La canzone alla quale faccio riferimento all'inizio non è 21 Settembre, ma 29 Settembre. L'ho sentita prima alla radio e mi sono ricordato dell'errore di stanotte, dettato dal fatto che erano le due e che, cosa più importante, mi ero sorbito quasi due ore di Flavia Vento... Sbaglierebbe anche il buon Dio dopo un'esperienza simile. A presto Porta a Porta sull'orgasmo simulatoVenerdì 21 Settembre 2007, ore 1:39 (sembra un rifacimento in chiave contemporanea dell'attacco della bellissima "21 Settembre", ma non lo è). Scrivo perchè i posteri, o semplicemente chi non è davanti allo schermo, ne siano comunque a conoscenza. Sto seguendo una delle puntate di Porta a Porta che il mio quinto senso e mezzo mi dice rivedremo in futuro nelle teche Rai, tra le tappe fondamentali dell'evoluzione televisiva italiana. In un periodo durante il quale il precariato supera il lavoro stabile, i cittadini hanno la percezione della peggior pubblica sicurezza degli ultimi 50 anni e una famiglia di 4 persone con uno stipendio di 1.600 euro è povera, dal Bruno nazionale si parla di orgasmo simulato, anatomia sessuale femminile, sex toys e tante altre curiosità. Ospiti del dibattito Alessandra Mussolini, Alba Parietti, Flavia Vento (che avendo scoperto che la droga faceva male ai ragazzi, un anno fa ha pensato di candidarsi per arginare il problema... con i Democratici di Sinistra...), Manuel Casella e qualche altro illustre sconosciuto. Il dibattito è stato aspro ma corretto, snello e privo di battutacce da bar del porto (forse...). Eccone i punti cruciali: Alessandra, chiaro esemplare che sfugge alle leggi di Mendel, ha affermato che Nostro Signore, al momento dell'assemblaggio, ha posizionto il punto G in un posto infelice, poichè difficilmente raggiungibile, e ciò sarebbe da considerare, oltre che ad un danno procurato da imperizia nel montaggio, eticamente scorretto, in quanto consisterebbe in una ennessima punizione afflitta gratuitamente, anzi, per una semplice appropriazione indebita di una mela, alle figlie di Eva... Alba Parietti ha affermato che le ragazze di oggi sono tutte di facili costumi ed ancor peggiori usi, e che il loro atteggiamento "scassamaschi", "mangiauomini", insomma come cazzo vi pare, è controproducente per il mondo femminile stesso. Sentirlo dire ad una che appartiene, pur essendo lei estranea a tutto per carità, ad un mondo come quello della televisione, dove tutto, ancor prima che dai soldi, è mosso "dal pelo", fa quantomeno sorridere... Flavia Vento ha dato il suo decisivo contributo alla trasmissione sorridendo scioccamente ed annuendo a qualsiasi voce udisse in studio come solo lei sa fare. Ha inoltre ricordato ai ragazzi che la droga fa male... Il resto del contributo di sessuologi, direttrici di giornale e, non ultimi, grafici riportanti sondaggi demoscopici, lo potrete rivedere da adulti, quando un giorno ci sarà sciopero dei giornalisti, e come riempitivo manderanno in onda prezioso materiale dalle sacre teche Rai; potrete così assistere ad uno spettacolo di Noschese, a Proietti e Rascel che fanno (bene) il mestiere loro e, nel mezzo, a consistenti spezzoni della puntata di stasera. Buona visione Le comari di Maria De FilippiPoco tempo fa mi sono reso conto del fatto che ero uno dei pochissimi italiani a non avere mai seguito per intero una puntata di "Uomini e Donne" dopo l'era di Costantino ed Alessandra, così, cospargendomi il capo di cenere per non averlo fatto prima, ho acceso la tv e via. Durante la visione ad un tratto ho avuto paura di me stesso poichè, nonostante li davanti avessi la "fiera della gnocca", ho notato che la mia attenzione era stata piuttosto rapita dalle chiassose signore, che mi dicono essere sempre le stesse, che si alternavano tra loro il microfono, dando un esempio di splendida democrazia (più o meno... più meno che più...), per commentare lo svolgimento della puntata ed interpretare succinti abbigliamenti delle figliole e smorfie e sguardi del tronista di turno. In questo bestiario, e lo dico con cognizione di causa, poichè ho seguito altre puntate nei giorni successivi, non ho potuto fare a meno di notare la bella creatura di Dio che corrisponde, se la memoria non m'inganna, al nome di tale signora Daniela, e, sempre andando a memoria, un'altra signora che credo si chiamasse Paola. Comunque, il fatto è che più andava avanti il programma e più loro erano diventate per me il fulcro della questione, le vere star insomma. Vederle sbracciarsi, alzarsi di scatto, sputarsi vicendevolmente acido l'un l'altra mi ha riportato alla mia fanciullezza, quando seguivo gli episodi del titanico Mazinga che sfidava vari nemici robot, e più andava avanti sto teatrino e più inquietanti interrogativi si facevano largo in me. Non essendo stato capace di darvi da solo una risposta, ho pensato di chiedere aiuto a voi, e così ho scritto ste righe. E già, perchè io non posso non saziare la mia curiosità, io devo sapere se le signore che sono li sono davvero ospiti o sono comparse malpagate, nel pieno rispetto della tradizione televisiva Madiaset... Ed ancora siamo all'inizio, perchè se sono comparse va bene, tutto regolare, hanno un copione e vabbè... Oh, ma se fossero li davvero perchè ci vogliono andare loro... Oddio allora si che si aprirebbe un ventaglio di interrogativi atroci, del tipo: "ma ste donne un marito che le aspetta a casa con la cintura in mano non ce l'hanno?" Un marito di quelli "a 'ndò cazzo sei stata? Ma nun lo vedi che 'n cucina ce sta na pila de piatti la lavà che pare a tore de babele, 'a stronza!". O andando oltre, altra spinosa questione: "ma davvero esistono uomini così rincoglioniti da sposarsi delle cozze del genere? Come avranno fatto ste comari qui a farsi sposare?" O peggio, come fanno a dire ad una di quelle ragazze che vanno li "sei troppo grossa tesoro, perdi qualche chiletto e poi ritorna", loro che sono l'emblema dello schifosamente grasso? Cioè, credetemi in una settimana di programma ho visto ragazze dover rendere conto di una taglia 42-44 a donne che le coscie cicciute si confondevano col torace e la testa con le tettone sformate, in parole povere costituivano una massa informe, o meglio, tristemente sferica... Roba da non crederci neanche se lo stai vedendo! Zitte dovrebbero stare, cioè se sei una vacca non dici grassa ad una che ha la 42 cazzo, è il minimo... Ma anche volendo andare oltre l'aspetto fisico, cosa che è giusta per carità, ma perchè devono essere rompicoglioni? Mi riferisco all'atteggiamento, al verbo che usano, sono delle rompicoglioni, ti danno la sensazione che sono li con la precisa funzione di rompere i coglioni in trasmissione. Boh, non ci capirò mai niente. Dite la vostra se vi va 20 september Buoni propositi di SettembreNon molto tempo fa, era notte ricordo bene, ascoltando la radio in autostrada, durante una trasmissione di un'emittente non molto nota, si parlava dei buoni propositi che gli italiani hanno a Settembre, di ritorno dalle vacanze estive. Mi sono reso conto che è un'abitudine molto diffusa, forse perchè si vede nel mese di Settembre una sorta di restart, non so. Ho pensato di pubblicare, ad interesse di nessuno evidentemente, o dei pochi abbaialuna miei amici che non avranno di meglio da fare che leggere una simile stronzata... beh, di pubblicare la mia lista personale dei buoni propositi. Se vi va fatemi sapere che ne pansate.
Ambito fisico - smettere di fumare (indipendentemente dal mezzo toscano) - smettere di bere - dimagrire (quantomeno smettere di mangiare smodatamente) - fare attività sportiva (fosse anche danza classica, ma Dio muoversi) - più ragionevolmente andare a correre con Giuseppe e Manuela
Ambito rapporti interpersonali - non maltrattare il prossimo - non maltrattare neanche mio fratello, oltre che il prossimo - non rubare - non rubare beni anche se di proprietà di mio fratello - essere il meno pregiudizievole possibile - essere il meno dispettoso possibile - essere il meno strafottente possibile - essere il meno comprensivo possibile (ah, lo sono già, il più comprensivo possibile) - dare a fuoco le macchine parcheggiate a cazzo quando torno, di notte che piove, e non trovo posto - ridare a fuoco le macchine delle teste di cazzo che nel frattempo eventualmente se la sono ricomprata - non scocciarmi di salutare chi so io - non insultare nessuno mentre sono in macchina - non fare paura ai pedoni frenando solo all'ultimo momento - non intraprendere più corse su strada col tram - non intraprendere più corse su strada con i bus della Atm (poichè si romperebbero dopo 100 metri) - non fare gestacci e rivolgere irripetibili insulti ai Vigili Urbani - non definire al loro cospetto la divisa dei Vigili Urbani "vestito di Carnevale" - non chiamare più molti anziani "vecchi i Diu" - augurare meno disgrazie atroci possibili ai professori universitari (augurargliene una sola, che sia secca e senza sofferenze) - non odiare gli interisti come l'anno scorso - dare a fuoco tutti gli Inter Club della provincia in caso di vittoria scudetto bianconera - non odiare il postino che citofona e non ha raccomandate per me, ma solo prioritaria per il palazzo - installare un qualcosa che scarichi 20.000 Volt di corrente al pulsante del citofono, che sappia quando scaricare e quando no - non maledire i gelatai che fanno la gianduja con troppo latte (che tralaltro manco gli conviene, teste di cazzo) - non fumare il sigaro nella stanza da letto dove mia madre deve dormire - non fumare apposta il sigaro dove c'è mia madre (fuamrlo vicino a lei solo in maniera preterintenzionale) - non parlare più male dei miei parenti con più estranei possibile (anche se ne ho parlato sempre troppo poco male finora)
Ambito personale - essere il più ordinato possibile - essere il meno disordinato possibile - iniziare finalmente a studiare - farmi la barba più spesso - continuare a leggere tanto - riprendere a leggere Dylan Dog - seguire per intero il mondiale rally (che è una volta al mese, per un fine settimana, alle dieci di sera, pertanto non potrei uscire ed andarmene a zonzo) - seguire per intero il mondiale di Formula 1 (indi non rompersi i coglioni dopo aver visto la partenza e il primo mezzo giro) - seguire per intero il campionato di calcio (senza bestemmiare e turpiloquiando il meno possibile) - ricordarsi di vedere i Simpson cinque minuti prima che cominci l'episodio, non venti minuti dopo che è finito - non andare a letto ogni notte alle tre di mattina - continuare a seguire Porta a Porta (e ricordarsi di dire ad un amico di seguirsi Matrix, almeno poi si sa di che cazzo parlare il giorno dopo) - riprendere in mano la chitarra
Ambito politico - votare la Lega Nord - votare il più a destra possibile se proprio non mi riesce di votare la Lega - maledire ore quarti e momenti l'attuale Governo - maledire almeno tre volte al dì il precedente Governo - vilipendiare frequentemente il Capo dello Stato - continuare a chiamare i magistrati "porci" - i parlamentari "papponi" - continuare ad odiare il Verde Bonelli - l'Udc Tabacci - Lusetti della Margherita - Fabris dell'Udeur - l'azzurro Miccichè - gli An Ronchi e Gasparri - di Rifondazione, Comunisti Italiani e via dicendo manco faccio l'elenco, mi limito solo a due nomi: Diliberto e Caruso - continuare a pregare San Clemente Mastella che ci faccia la grazia - se la grazia ce la fa quanche rosso benvenga, purchè sia grazia - convincersi che in Parlamento, a destra come a sinistra, l'unica è il diserbante
Ambito musicale - scrivere una mail ai Negramaro consigliandogli di cambiare mestiere - a Laura Pausini e Tiziano Ferro dicendogli di bruciarsi vivi - ad Eros Ramazzotti di sistemarsi sto cazzo di naso che non ne possiamo più - ai Pooh invitandoli ad un periodo di soggiorno a Collereale - a Simone Cristicchi invitandolo a restituire il maltolto (la Targa Tenco) - ai Jalissie, Francesco Renga e tanti tanti tanti altri di imitare Simone Cristicchi - agli organizzatori di Sanremo, chiedendogli quanto si prendevano dalle case discografiche per far vincere il Festival ad una nuova proposta, di guardarsi intorno e cercare un posto come parcheggiatori abusivi a Napoli - a Gigi D'Alessio, chiedendogli il rimborso di un cd suo che chissà per quale sgualdrina avrò acquistato (ora che ci penso ero ubriaco, le sgualdrine non c'entrano)
Varie ed eventuali - sparare al cantautore - pelare meglio le patate - indire una crociata contro Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, nonchè contro tutti i reality in palinsesto su ogni rete - parlare della mia insonnia a Gigi Marzullo e chiedergli se lui mi può capire - vuotare i posacenere spesso la lista è aperta e soggetta a continui aggiornamenti Primo interventoEd eccomi qui! Eccomi entrato nel mondo dei blog, con il buon proposito di coltivare pressocchè quotidianamente questo interessante orticello senza dimenticarsene e far si che diventi un campo di ortiche e gramigna (sarebbe una perifrasi [una perifrasi sarebbe, a soldoni, un giro di parole] per dire che non vorrei stracatafottermene del mio blog e che avrei intenzione di utilizzarlo e pubblicarvi frequentemente un mare di cazzate e cose importanti) Ora che rileggo, l'utilizzo della parentesi ( e della [ nella frase precedente fa tanto equazione matematica, e questo è molto strano, dato che in vita mia posso vantarmi di essere stato capace di risolvere un'operazione di questo tipo non più di cinque volte. Comunque, io sono qui: entateci e commentate, il più spesso possibile. Antonio |
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