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November 29 TuttoslotVagabondando per la rete mi sono imbattuto in questo sito, http://www.tuttoslot.it/, un esempio di come ci si può divertire in mille modi. Questi ragazzi ne hanno scelto uno che mi è piaciuto molto; chiaramente hanno superato la fase hobbystica e adesso sono davvero bravi, credo i loro siano campionati anche abbastanza seri. Resta che hanno trovato un modo interessante per trascorrere i fine settimana. Date un'occhiata November 27 Celentano bastaSarò brevissimo, anzi, premetto anche che lo show di Celentano ieri non l'ho visto. Mi sono limitato oggi e nei giorni precedenti a vedere spezzoni, anche non recenti, su youtube.com e a leggere articoli di giornale e schedine sulle home page dei motori di ricerca. Tanto basta per farmi dire che la misura è colma... Non parlo direttamente dello show di ieri sera, ma dell'aria che si respira attorno al personaggio. Ma chi è questo intellettuale, questo Messia quasi, che una volta all'anno si fa strapagare con soldi pubblici per andare in prima serata, sulla prima rete nazionale, a dirci che l'Italia non è un paese libero, a parlare di rischio democrazia, quando lui stesso, in quel preciso istante, sta rappresentando la situazione esattamente contraria a quella che descrive? Quale dittatura gli darebbe fior di denari per lasciarlo assolutamente libero di parlare? Ma si può pendere dalle labbra di Celentano che sono vent'anni che ci prende per il culo con le sue pause? Ha perfino ammazzato l'espressione popolare "prima di parlare conta fino a dieci", perchè lui ci conta e poi dice cazzate lo stesso! In qualsiasi altra parte del mondo non avrebbe goduto della considerazione di cui gode in Italia, nè come intellettuale (poichè non lo è), nè come uomo di cultura (si faceva chiamare "il re degli ignoranti), nè come cantautore (su cantautore non vado oltre sennò divento pesantissimo), nè come cantante (brutta voce, per carità, gusto personale); come produttore si, (vedi il Clan Celentano) per quanto, vedi che lungimiranza, quando gli venne proposta "Azzurro", lui non la voleva incidere... Ma io non ce l'ho con Celentano, anzi, gli riconosco anche belle canzoni; io ce l'ho con chi ne ha fatto un semidio del piccolo schermo, con i fabbricatori di talenti che lo hanno fatto assurgere al ruolo di intellettuale libero, di vate. Io ce l'ho con una Rai che lo strapaga in nome dell audience, cede al ricatto del "però dico quello che voglio io, anche se assolutamente scorretto", prende insulti in diretta nazionale, ed alla fine lo ringrazia, facendone un profeta, quando il vero profeta che l'Italia ha avuto negli ultimi vent'anni, Beppe Grillo (Cirio, Parmalat ecc. ecc.), lo ha esiliato per una battuta quantomai vera e storicamente corretta. Io ce l'ho con un sistema che crea il mito, perchè il mito in quanto tale non deve essere creato, si crea da sè, con le sue mani, col suo talento, solo se è davvero meritevole di crearsi. Un sistema televisivo, pubblico o privato che sia, che approfitta della fragilità culturale della massa che serve per propinargli un cavaliere senza macchia e senza paura bello e pronto mi fa schifo, e il ribrezzo aumenta quando tale operazione è condotta dalla Rai; chi mi conosce sa quanto sia ostile ai "made in Maria De Filippi", ma li almeno hanno avuto il buongusto di non far passare Costantino Vitagliano per un uomo di cultura, nè Costantino stesso ha la pretesa di avere le folle acclamanti ai propri piedi. La questione in fondo è proprio questa, lo star sistem produce quotidianamente talmente tanta immondizia che, a confronto, Celentano (lui come molti altri) passa da re degli ignoranti a intellettuale in un batter d'occhi. A mio avviso dovremmo smetterla con questo vizio tutto italiano del "meno peggio", dell'accontentarci in ogni campo, politica come cultura come televisione, e considerare tutto per quello che è. Dite la vostra Msn non esisterà più?
November 24 Indicazione per i rimasti nel passatoA chi fosse interessato all'argomento, consiglio caldamente la lettura del commento di Vincio; contiene una mail simile a quella che avevo pubblicato giorni fa e che ha aperto la ruota dei commenti. Da leggere assolutamente November 23 Su mandiamoli a lavorareDue parole sulla mail che, non appena ho ricevuto, ho subito pensato di inserire sul blog. Chiaramente è tutto verissimo, ed è assolutamente fondamentale che chiunque legga faccia la sua parte, magari anche piccola ma assolutamente indispensabile. Ditelo a chiunque, se lo ritenete opportuno fate un copia e incolla e mettetelo sui vostri blog, altrimenti mandatela a chiunque via e-mail, in ogni caso parlatene, al bar, al parco, a letto, al cesso, parlatene. E'importantissimo che se ne continui a parlare Mandiamoli a lavorareMANDIAMOLI A LAVORARE :
November 16 Per i rimasti nel passato> NOI CHE............ Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera
> testamento. Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il > piede cresceva. Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la > bici era il più figo. Noi che il Ciao si accendeva pedalando. > Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. Noi > che > dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella > della bella.. Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i > personaggi a memoria. Noi che giocavamo a Forza 4. Noi che giocavamo a > nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre > Domodossola). Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire > l'album Panini. > Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'. > Noi che ci divertivamo anche facendo '1,2,3 Stella!'. Noi che giocavamo a > 'Merda' con le carte. Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, > e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic. Noi che avevamo i cartoni > animati belli!! Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di > cuore sarebbe piu forte di Holly e Mark Lenders...' > Noi che guardavamo'La Casa Nella Prateria','Candy Candy' e > 'Giorgie' > anche se mettevano tristezza. Noi che le barzellette erano Pierino, il > fantasmaformaggino o > un francese,un tedesco e un italiano. Noi che ci emozionavamo per un > bacio su una guancia. Noi che si andava in cabina a telefonare. Noi che > c'era > la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto. Noi che non era Natale se > alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero. Noi che > se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire > tardissimo. Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. > Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più > era rosso > più eri figo. Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo > sempre sorridenti. Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica > partivamo da casa in tuta. Noi che a scuola ci andavamo da soli, e > tornavamo da soli. Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la > mamma te > ne dava 2. Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul > diario, a casa era il terrore. Noi che le ricerche le facevamo in > biblioteca, > mica su Google. Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non > potevamo > bere il latte alla mattina. Noi che si poteva star fuori in bici il > pomeriggio. Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. Noi che > però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM. Noi > che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days. Noi che > il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween. Noi che a scuola con > lo zaino Invicta e la Smemoranda. > Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di > interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso. Noi che > all'oratorio le caramelle costavano 50 > lire Noi che si suonava la pianola Bontempi. Noi che la Ferrari era > Alboreto,la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet > e la Benetton Nannini!!!!! Noi che la merenda era la girella e il Billy > all'arancia Noi che le macchine avevano > la targa nera..i numeri > bianchi..e la sigla della provincia in arancione!! Noi che guardavamo > allucinati il > futuro nel Drive In con i paninari Noi che il Twix si chiamava Raider e > faceva competizione al Mars Noi che giocavamo col Super Tele perchè il > Tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non > vola...' > Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire. Noi che avere > un genitore divorziato era impossibile Noi che tiravamo le manine > appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine e sui muri. Noi che > abbiamo > avuto tutti il bomber blu,nero,argento e verde con l'interno arancione e i > miniciccioli nel taschino. Noi che se eri bocciato in 3° media potevi > arrivare con il Fifty ed eri un figo della Madonna!!! NOI CHE SIAMO > ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE > RICORDIAMO NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON IMMAGINANO > NEMMENO COSA SI SONO PERSI!!! QUESTA è LA NOSTRA STORIA...MANDALA A TUTTI > I > TUOI AMICI!!! "...il conte al sommo della gloria fece a pezzi la sua vita, a pezzi la memoria..." Appena ho letto questa mail sono stato felice; io che mi credevo nel passato non sono nessuno rispetto all'autore di queste, peraltro belle, righe. C'è però che lui è rimasto fermo chiaramente agli anni '80, li fisso, stabile; io invece sono spaccato tra tre decenni, diciamo dai '70 ai '90... Non so in realtà chi dei due sia più grave... Certo è che leggendo con attenzione la mail, appena arrivata, mi sono sentito colto da un bruciore interno che solo pochi simili possono comprendere. Ho deciso di pubblicare sul blog le parole di questo sconosciuto per tre motivi: uno, perchè sono belle parole, e posto che mala tempora currunt... leggere belle parole non può fare che bene, oltre che per rendergli, anche se sconosciuto, merito; due, perchè si stava meglio quando si stava peggio, è da una vita che lo dico...; tre, perchè mi aspetto dei commenti, soprattutto da diversi "rimasti al tempo del Si" (l'altro motorino a pedali della Piaggio, oltre al sovracitato Ciao) che frequento dai tempi della vecchia Vespa... Fatevi sentire November 11 Di Fini ti fidi. Ma anche no!Diciamocelo, almeno tra noi più o meno di destra, di Fini ci siamo fidati un pò tutti. Come non fidarsi del miglior allievo di Giorgio Almirante? Come non fidarsi di chi prometteva un distacco dalla vetusta ed improduttiva destra radicale ed una nuova politica di destra, aperta ma mai dimentica delle propire radici, innovatrice ma sociale, alleata dei grandi ma attenta ai piccoli. Di queste promesse non rimane nemmeno il fumo dell'arrosto... credo, anzi spero, che ciò sia chiaro agli elettori di An. Di chi la colpa? Di Fini chiaramente. Ma com'è bravo Gianfranco quando, per giustificare una legge quantomeno bizzarra quale quella sulle sostanze stupefacenti, interrogato da un giornalista furbo, furbissimo, che gli pone il quesito: "ma come fai a dire che fa male se non l'hai mai provato?", quesito di talmente facile intellegibilità e soluzione logica, talmente facile da smontare nella struttura perfino da un bambino, ebbene lui tira d'effetto, risponde "io mi sono fatto una canna e sono rimasto stordito per due giorni". Ma che bravo, come si è saputo togliere dai guai! Si vede che è uno che la sa lunga. Invece di dire che ci sono tonnellate di dati scientifici che dimostrano la pericolosità delle droghe, lui no, dice che quanto ne sa lui nessuno... Eh si, scuola Almirante, solo li si imparano certi artifizi retorici... Io, che avrei risposto che ci sono tonnellate di dati scientifici, quando ho sentito una risposta del genere mi sono guardato allo specchio e mi sono sentito un cretino... Non sto qui a non tessere le lodi di Fini, perchè ne avrei per molto. Semplicemente faccio una constatazione da cretino quale sono: ma com'è che in An si sta come i cavalli del Palio che aspettano la mossa? Perchè tutti ci stanno così stretti, così male, che ogni anno c'è chi va via e tenta la fortuna con movimenti autonomi, guardacaso basati sulla propria figura personale da considerarsi strettamente antitetica a quella di Gianfranco? Pensate alla Mussolini, pensate adesso a Storace che si è portato via le quote rosa della bellissima Daniela Santanchè... Mi pare evidente che non si possa stare bene in un partito dove chi comanda qualche mese fà si è armato di spada e scudo, si è dipinto la croce sul petto ed partito alla battaglia dell'eresia delle coppie di fatto, salvo poi, di fatto!, fare coppia di fatto con una donna di vent'anni più giovane di lui, dalla quale aspetta anche un figlio, lasciandosi alle spalle un matrimonio come un ciclista si lascia alle spalle una salita... Per una certa cultura, che Fini adesso disconosce ma che in realtà conosce benissimo, il matrimonio non è "ceci e fagioli", è una cosa non solo personalmente, ma anche socialmente importantissima, anzi direi assolutamente fondamentale, se è vero com'è vero che la famiglia, unica, nel senso di una sola... non due, è alla base, è la base stessa della società. Giorni fà hanno ritrovato nel covo di Salvatore Lo Piccolo una sorta di decalogo del buon mafioso; tra le norme, che sembravano essere pare pare, salvo il non rubare e il non uccidere..., i comandamenti del Buon Dio, era esplicitamente dettata l'assolutà fedeltà alla propria sposa ed alla propria famiglia, l'assoluto divieto di insinuarsi in famiglie altrui, roba che, cretino come sono, ho pensato che certa gente da Lo Piccolo avrebbe perfino qualcosa da imparare... Non solo Fini, sarebbe ingiusto per carità, anche tanti altri, molti dei quali però sono deputati e senatori di An, Udc, Lega e Forza Italia... Strano... brutto questo predicar bene e razzolar malissimo... Curiosa, e concludo, l'ormai non tanto più insolita stampella che proprio Casini e soprattutto Fini stanno fornendo allo zoppo governo Prodi... Che abbiano paura che il governo cada e si voti domattina, con risultato elettorale che condannerebbe An ed Udc a perpetua servitù di un Berlusconi mai così straripante? Commentate se vi va November 09 Prezzo della benzina: FATELA GIRARERagazzi è ora di agire, Beppe grillo insegna: Cominciamo a rompere il culo alle multinazionali del petrolio
Dal Blog di Beppe Grillo parte un'altra iniziativa...(quella precedente era abolire il costo di ricarica delle schede telefoniche prepagate......con ottima riuscita!!!!) Provare non costa nulla!!!!!!!!!!!! Giratela ognuno ad almeno 10 contatti, grazie mille!!!! _______________________________________________ COME AVERE LA BENZINA A META'PREZZO? Anche se non hai la macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici. Benzina a metà prezzo? Diamoci da fare... Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro potere nei confronti delle compagnie petrolifere. Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.50 Euro al litro. UNITI possiamo far abbassare il prezzo muovendoci insieme, in modo intelligente e solidale. Ecco come.... La parola d'ordine è "colpire il portafoglio delle compagnie senza lederci da soli". Posta l'idea che non comprare la benzina in un determinato giorno ha fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per noi, si tratta solo di un pieno differito, perché alla fine ne abbiamo bisogno!), c'è un sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in tanti. Petrolieri e l'OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo che varia da 0,95 e 1 Euro al litro sia un buon prezzo, ma noi possiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per loro è circa la metà. I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle aziende: bisogna usare il potere che abbiamo. La proposta è che da qui alla fine dell'anno non si compri più benzina dalle 2 più grosse compagnie, SHELL ed ESSO, che peraltro ormai formano un'unica compagnia. Se non venderanno più benzina (o ne venderanno molta meno), saranno obbligate a calare i prezzi. Se queste due compagnie caleranno i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi. Per farcela, però dobbiamo essere milioni di NON-clienti di Esso e Shell, in tutto il mondo. Questo messaggio proviene dalla Francia, è stato inviato ad una trentina di persone; se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a, diciamo, una decina di amici, siamo a trecento. Se questi fanno altrettanto, siamo a tremila, e così via.................. Di questo passo, quando questo messaggio sarà arrivato alla "settima generazione", avremo raggiunto e informato 30 milioni di consumatori! Inviate dunque questo messaggio a dieci persone chiedendo loro di fare altrettanto. Se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare circa trecento milioni di persone in otto giorni! E' certo che, ad agire così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare? Chi se ne frega per un po' di bollini e regali e baggianate che ci vincolano a queste compagnie. Coraggio, diamoci da fare!!! PS: NON FARE "INOLTRA", ma copia e incolla questa mail per mantenerla ordinata e permettere una migliore lettura. November 06 Dispacciati 06/11Finirà così, finirà che dopo l'esempio di Enzo Biagi, di Bettino Craxi, di molti tangentisti prima repubblica, di moltissimi dittatori e dittatorelli, chi avrà coscienza di essere stato anche bravino nel suo mestiere ma profondamente disonesto, anche solo una volta, in una sola occasione, vedrà nel non esserci più una sorta di rivalutazione della propria persona, una riabilitazione perpetua. In Italia sarà un suicidio di massa Foto di RomettaDa oggi trovate nella sezione foto gli scatti di domenica 4 novembre, memorabile spaghettata con successive crepes alla Nutella a Rometta. Colgo l'occasione per ringraziare Venere, Gabriella e Manuela per l'altissima professionalità dimostrata ai fornelli e Giuseppe per avermi fornito tutte le foto che ha scattato. Divertitevi a guardarle e commentate Il gioco delle partiPassano le immagini di baracche in condizioni pietose, passano occhi tristi di famigliole rumene a Roma, che nulla hanno a che fare con la grandissima fetta di connazionali dediti alla delinquenza, e scopro un Rutelli disincantato, che fa un'affermazione quantomeno da Alleanza Nazionale (anche come stupidaggine): "chi vive in queste condizioni non può vivere in Italia", nel senso che la delinquenza è in qualche modo provocata, ed è in parte vero, da tali condizioni di vita. Primo personaggio, prima parte: l'uomo di destra che una volta era di sinistra. Credo sia suprfluo dire che chi arriva dalla Romania un appartamento ai Parioli non se lo può permettere... Casini, parla marcando le parole, come se la ragione fosse solo roba sua; dice che difende gli italiani. Ha governato cinque anni senza muovere un dito, aprendo le frontiere assieme all'amico (amico suo...) Fini, prestando uno dei suoi illuminati di partito, Giovanardi, alla creazione di una stupidaggine che si chiama, ingiustamente, Bossi-Fini, ingiustamente per Bossi e Fini, che, essendo gli unici nominati, la figura dei pirla la fanno solo loro, e Carlo il modenese, da buon democristiano, ha saputo defilarsi al momento giusto, anche dal dare il nome ad una legge... Secondo personaggio, seconda parte: l'uomo democristiano, quindi buono a priori, ma dal polso duro. Ora li abbiamo tutti e due, e comincia la recita. Si scambiano dati, Rutelli si vanta di aver violato i diritti umani di sessanta delinquenti bosniaci accampati alla Casilina, espellendoli a piè pari; Casini afferma che su 50 arrestati in un giorno a Roma il 75% sono rumeni. Il bel Francesco, in evidente difficoltà data la compagnia che ha a Roma, elemosina vergognosamente la promessa pubblica che l'Udc voti il decreto e non metta in difficoltà il governino Prodi, ma Casini non la dà... (almeno non prima del matrimonio del Grande Centro). Ora basta però, mi sto stancando di scrivere, almeno, di scrivere commedia. Scrivo la verità. In Italia non c'è lavoro, noi italiani siamo i primi a non averne; affermare che si possono accogliere solo gli stranieri che hanno possibilità di lavoro è una doppia bugia, sia perchè chi viene da fuori viene perchè la possibilità di lavoro non ce l'ha ma la cerca, che perchè, ammesso che la cerchi, nel 90% dei casi non la trova, dato che semplicemente non la può trovare. Mi sembra ovvio che la distinzione tra volenterosi e delinquenti incalliti venga dunque a cadere, pertanto l'unica soluzione è chiudere totalmente le frontiere. Riguardo alle espulsioni, allo stesso modo, non si può procedere al una cernita caso per caso, andare a chiedere ad ogni albanese, rumeno o altro che intenzioni, se buone o cattive, abbia. Chi ha già una casa, un lavoro regolare, con tanto di previdenza e contributi, chi manda i figli nelle scuole italiane, parla italiano, non ha segnalazioni da parte degli organi di Polizia resta, sennò via. Questa è la ricetta definitiva, non quelle che preparano a Roma. E badate che questa fermezza non va limitata a rumeni, albanesi e zingari, rom o quello che sono, ma democraticamente estesa a quelle bellissime teste di cazzo inglesi, francesi tedesche e spagnole che spesso si comportano allo stesso modo degli immigrati dell'est. A tutti deve essere chiara l'idea che in Italia, da Bolzano ad Agrigento, si deve stare con due piedi in una scarpa, sennò si va via a calci in culo. Non deve più passare l'idea che a casa propria si sta ben attenti a come ci si comporta (in Romana se finisci in galera ci resti fino a fine pena, ed in condizioni da guerra sporca), poi si va, o si viene cacciati, come la Romania ha cacciato i rom, e si viene tutti nel paese di Bengodi. Se vogliono andare da Zapatero facciano come vogliono, li staranno comodi, ma qui comandiamo noi, e non si discute. Cominciamo a farci valere in sede europea, ovvero, cominciamo ad essere prepotenti, come lo sono Inghilterra, Francia e Germania. Dagli inglesi oggi ci arriva una lezione di buonsenso, fondamentalmente perchè sono inferociti per l'omicidio di quella povera loro ragazza in Erasmus in Umbria; ci accusano di agire sull'onda emotiva, di essere xenofobi. Bene, abbiamo il coraggio di dire ai sudditi di Sua Maestà di farsi i cazzi loro e dei loro reali debosciati, dato che solo questo sanno fare. Affermiamo la nostra sovranità nazionale, in barba a questa Europa unita maledetta che ci è costata sacrifici e che ci sta portando alla deriva economica grazie al suo euro ed alla tolleranza verso le concorrenze sleali come quella cinese. Questo serve, non altro. E' inutile il dialogo con governi che altro non sanno fare che lamentare un'ondata di rabbia, che invece è giustificata, ed anzi debole e tardiva, come è inutile il dibattito parlamentare se si riduce allo sterile do ut des di natura politica. I cittadini chiedono garanzie d'ordine e sicurezza, chiedono che dopo anni di "nessuno tocchi Caino" si ritorni a pensare ad Abele, altrimenti prendono i forconi e le torce, organizzano le ronde, e poi provate a dar loro torto November 03 1097Nel 1097 partirono contemporaneamente dalla Francia settentrionale e dall'Italia due gruppi di Crociati diretti in Terrasanta, via Croazia-Epiro. Il primo gruppo era agli ordini di Roberto di Normandia. Sotto di lui combatteva un certo Gaston de la Seine, testa calda, attaccabrighe, spaccone, gaudente emerito, individualista ossessionante. Nel secondo gruppo, quello italiano guidato da Beomondo da Taranto, si imbarcò un giovane principe, Astolfo di Nola, sensibile, ingenuo, dotato di buona arte del poetare ma senza dubbio capace anche di tirar di spada. Gaston e Astolfo si conobbero all'assedio di Antiochia, un anno dopo, e compirono insieme imprese incredibili, fino a innamorarsi l'uno dell'altro. Nel 1099 presero Gerusalemme, e da allora non si videro più, tornarono per vie diverse in diverse patrie. Astolfo divenne messo papale, si sposò con un'orribile sesta figlia di un cardinale e non toccò più un'arma. Di Gaston non si seppe più nulla.
Gaston de la Seine venne al seguito di Roberto di Normandia, assediò Antiochia, salì per primo le scale, staccò la testa a venti infedeli, si legò il gialloverde di Blim alla ferita, coprì d'amore violento irascibile tutte le donne, e di vomito e vino gli accampamenti fino a Gerusalemme; non capì mai l'italiano e rideva spaccando con i denti il montone, tolse il saluto a chi risparmiava nemici, non seppe mai se era per Dio o per le albicocche, fatto sta che si tolse i calzoni nel tempio e rubò più tesori per perderli al gioco degli ossi di cammello e di sterco d'asino, che poi non sapeva giocare, uccise chi era più bravo di lui portando la scusa del caldo e del vino; si vide una sera riflesso allo scudo il suo mezzo pensiero e il naso era troppo la faccia spaccata da un colpo d'inganno dal dietro, non vide più patria nemmeno il sorriso davvero per quanto sforzasse la testa nemmeno un ricordo di essere stato bambino e solo l'amore di Astolfo, le cacce, le lunghe battute, le fughe, le albe, la fine del giorno, gli abbracci, più bravo di lui ad ammazzare ma in fondo italiano, paura sommesso discorso silenzi l'ipotesi il fiume saremo davvero per sempre anche dopo le stesse persone potrò accarezzarti potremo incontrarci finito il massacro, in fondo alla notte?
Astolfo di Nola, gran messo di Sua Santità, connestabile e infine per hobby liutaio bello schivo segreto, il più bravo di spada e di lancia e di voce la notte che il cane ringhiava e le stelle parevano nuove nemmeno le stesse di ieri che muore e si porta il capretto sgozzato il servo inculato e la storia; messaggi di pace evviva bambini ci son le Crociate. Astolfo l'enorme ricordo la tenebra il letto Astolfo lontano Astolfo che legge e sa tutto, l'astronomo il lirico, il giovane vecchio, Astolfo nell'ombra ridicolo triste allo specchio, il primo a svegliarsi e il primo a andare a dormire contando i nemici nei pezzi e gli schizzi di tenda normale anche leggere fino alla tromba del "fate riposo" ed è un altro amore che a volte la mente percorre a ritroso ed è un altro amore quel porco franceseche non può vedere ma ha denti bellissimi e balla tirando di spada sorride e se dà la mano l'ha calda di dentro non c'entra il sudore ed è un altro amore.
Chiunque conosce Gaston de la Seine adesso
in ogni taverna di Reims potrebbe vederlo
agitare il coltello, lo tengono in piedi
ridendo, gli chedono "è vero che hai preso
da solo Israele o forse è più facile
il fondo d'un altro bicchiere?", gli ridono
intorno mezzadri e mercanti, lo portano a casa
talvolta, lo lasciano sotto il portone e passano
e guardano i topi, e ridon gli amanti.
Se trova la chiave la infila e sale le scale
tirando di fiato seduto sdraiato si butta
sul letto fa finta d'avere un ricordo lontano
adesso sa d'essere stato bambino. Se ha forza
riscrive per l'ultima volta la sfida, qualcuno
dovrà pur spedirla a quell'uomo, non può
tutto andare, finire, qualcuno, qualcuno glielo dovrà dire.
Astolfo è tornato riceve la carica il seggio
non vuole più spada, si siede, conosce
la prima cugina, si fissa col figlio,
conduce cavalli, il padre gli fa testamento:
la reggia e poi mille e poi altri cento;
l'amore dei cani, l'azzurro sottile, la seta
volersi vestire, le luci, le lampade, i messi,
l'incerta politica, il gusto, il caldo che dà dritto al cuore,
gli inglesi a straperdere, i lampi spagnoli
la faccia di quelli buttati di casa, persino
le braccia dell'unica donna del regno che è pallida
e pare d'inverno capace persino di fare l'amore.
- Così, vedi, io non ti posso lasciare per tutto
quel tempo, per quello che abbiamo vissuto,
per tutte le volte che ti ho visto vivo e combattere
e fare l'amore. Così vedi io non ti posso vedere
aspettami, aspettati sempre vedermi sgusciare
dall'angolo e farti l'amore di un colpo di spada
così come sei che Gaston, che Gaston non ti veda...
- E invece ti devi calmare, dovrai pur finire
con tutte 'ste sfide dagli angoli, dietro i conventi,
neppure credibile, non hai più sorriso neppure mi
tocca più il cuore vederti la linea degli occhi sul
bianco dei denti; ma non ti sei accorto che vivo?
Che non ho più spada e se tiro non prendo
più un albero a un metro, la devi piantare
di scrivermi lettere e farmi cercare
dai tuoi pidocchiosi, dai servi e dai porci con cui
te la bevi, non voglio vederti, non posso aspettarti
la guerra è finita, quell'ombra è passata, ammazzati
tu e le tue zoccole e lasciami stare, non puoi
continuarmi a sfidare per questo duello non c'è
proprio tempo, non voglio morire per niente, ridendo...
- Sarò nel tuo letto che meno l'aspetti, sarò
il tuo cocchiere, nel buio fermerò la pariglia dovrai
riconoscermi sotto il mantello, sarò il confessore
dovrai ben sentire i miei passi, la pioggia non fà
più rumore del cuore che batte e dove è finito
l'amore vedrai luccicare i miei denti e forse
il pugnale. Non posso più vivere senza ammazzarti
tu sei stato Astolfo e quel porco che sei mi fa male
- Gaston, manderò le mie guardie, Gaston
non si può più tornare...
- No, tu non sei tu, per quell'altro lontano per
le nostre sfide, i colori, la forza degli occhi, la mano
che cura uno schiaffo e poi quella tenda
che sbatte di vento leggero, nessuno ci entra, io sono
partito ridendo, tornato col cuore d'un altro guerriero
la vita mi spacca le gambe, non c'è una puttana
che valga un tuo bacio, la nenia di qualche vigilia
o i calci in culo ai soldati, Goffredo il beone
e quella campagna e tu che inseguivi il pastore
ed io con la figlia, a prendere il tempo migliore,
ed era leggera... sapeva... non posso lasciarti più solo
aspettati tutte le notti la punta di spada, sarò
sempre fuori da dove straparli, da dove ti vesti e
sui merli di qualche castello, in casa del suocero
vestito da sguattero e nelle tue alcove, sull'attimo
scostata la tenda saremo di fronte, la pena
di vederti vivo la devo staccare dal cuore.
Anselmo di Parma cerusico e sommo dentista
firmò: trovata la stanza ben chiusa dal dentro
neppure una traccia soltanto una lunga ferita
nel cuore la lama lontana, sul mobile
a specchio, e poi il suo signore doveva
aver riso parecchio, piegata la mano
trovarono un segno di croce, la moglie lo
pianse, le stelle d'agosto cadevano in fondo
alla strada qualcuno ha giurato, si sente
ogni sera, lontana, una voce
di Roberto Vecchioni
November 02 Il capo dei capiRiina non è il primo ad assurgere al rango di divo, la stessa sorte è toccata a molti altri suoi colleghi... Di recente RaiTrade ha prodotto uno speciale dal titolo "Scacco al re", una documentario abbastanza romanzato sulla cattura di Provenzano. Non dimentichiamoci delle credo undici serie de "La piovra", che, sebbene non prendessero le mosse da vicende realmente accadute e personaggi realmente esistenti, erano di chiaro riferimento sociale... Ma anche lontano dal piccolo e grande schermo la mafia ha avuto i suoi spazi "pubblicitari", se si pensa ai cantastorie di metà Novecento, che tramandavano le vicende del bandito Giuliano... cioò rende l'idea. E' chiaro che vicende di questo genere possano suscitare gli appetiti di registi, scrittori e sceneggiatori, e non è neanche tanto strano pensare che chi sta dietro la macchina da prese abbia velleità romanzesche rispetto alle storie che mette in scena. Non nascondo che trame di questo genere mi appassionano tantissimo, e che questa abitudine di romanzare, di "roseare" vite nere come quelle dei capi mafia, stilisticamente rende eccome. La cosa che, in stretta relazione al commento di Enzo, mi fa riflettere, non è tanto la liceità di queste produzioni, che chiaramente in un ambito di libero pensiero sono lecite, oltre che, nella maggior parte dei casi, storicamente corrette, ma piuttosto il contesto storico nelle quali vengono trasmesse, e questo si riallaccia a quanto da me detto nel precedente intervento. In un momento nel quale non siamo più padroni a casa nostra, nel quale non siamo difesi e tutelati dall Stato e dai suoi organi a ciò preposti, la messa in onda di fiction, film e produzioni in genere che pongono un'idea di anti-Stato spesso più forte dello Stato stesso, e per questo decisamente più idoneo alla difesa ed al controllo del territorio, è, non dico al giorno d'oggi destabilizzante, ma quantomeno rischiosetta. Se poi si fa passare anche l'idea, grazie a Dio falsa e storicamente scorretta, che chi si associa in ordine a cosche mafiose la fa quasi sempre franca (vedi le assoluzioni del processo di Bari, con le quali terminava la puntata di ieri), allora si che si corre il rischio che qualcuno, magari giovane, magari non culturalmente adeguatamente formato da una scuola carente, affamato da uno Stato che non sa garantirgli altro che disoccupazione, possa pensare di farsi un futuro da boss... Un'ultima osservazione; mentre scrivo vanno in onda: Festa italiana su RaiUno, L'Italia sul Due su RaiDue, un Tg3 miseramente e vergognosamente di parte su RaiTre, Forum su Rete4, Centovetrine su Canale5 ed un cartone animato su Italia1... Ma ridateci La piovra ed il commissario Cattani... November 01 Roma cialtronaNon c'è dubbio che un Governo che legifera sull'onda emotiva delle masse non è un Governo, come mi sembra altrettanto palese che, sebbene non sia definitivamente finito, il concetto di democrazia quantomeno vacilli, e che comunque le masse stesse abbiano idee più chiare, decise ed efficaci del Governo stesso. Resta il fatto che il problema non siamo noi, ma loro. Non li vogliamo più, questa è la verità. E' vero che una democrazia che recita la parte del "tutto o niente" non è democrazia, ma è anche vero che, al giorno d'oggi in misura esponenziale, la gente la democrazia non la vuole più, o quantomeno vuole una "democrazia autoritaria", badate non necessariamente una svolta a destra, una democrazia che sappia adoperare il pugno di ferro, nessuno, quasi nessuno parla di restaurazione fascista. Questo credo sia dovuto al fatto che la classe dei porci romani ha abusato della pazienza del popolo che governa, vessandolo con tasse che non servono ad erogare servizi degni di questo nome ma piuttosto a mantenere in essere il più grosso sistema di sprechi del mondo, garantendo una sicurezza tanto precaria che la gente pensa all'autodifesa come unica vera ancora di salvezza, e non c'è bisogno che mi dilunghi sull'elenco di ciò che in Italia va male... Penso però ad un aspetto fondamentale, in relazione ai commenti del precedente intervento: la gente si è stancata anche del modo di legiferare del Governo, e ciò è insolito per il popolo italiano, che si è occupato sempre della propria tasca prima che di altro. Il decreto legge di oggi non può fare altro che far ridere chiunque sia abbastanza intelligente da coglierne il senso, sia perchè è partorito sulla "tragedia quotidiana" e questo è vergognoso, sia perchè, all'atto pratico, è una carezza. Per la serie, dobbiamo sbatterne fuori a calci in culo 660.000 e ne allontaniamo, sostenendone oltretutto le spese di viaggio, appena 11.000. Siamo al paradossale, e perchè si aspetta la tragedia per sedersi attorno a un tavolo e produrre leggi adeguate, e perchè le leggi che riescono a produrre sono inadeguate. Tra un mese, quando l'Italia intera sarà sotto il fango e nella morsa delle alluvioni si penserà all'ennesima carezza penale sul dissesto idrogeologico... Vi rendete conto da soli che così non va. Sopportiamo da troppo tempo questo Stato latitante, anzi, proprio ieri ho sentito un qualcosa di agghiacciante, su un telegiornale nazionale... "Il fenomeno rumeni è in larga espansione al nord, mentre al sud è ben arginato dalle mafie locali". Non aggiungo altro, se sento su Tg nazionale, della Rai posso aggiungere, che al sud il controllo del territorio è garantito dalla mafia, cosa peraltro verissima, non ho verbo da proferire. Non dico "benvenga la mafia" perchè sono di cultura estremamente ed altrettanto violentemente antimafiosa, ma se il mio, anzi, se il Governo (che non sento mio) mi mette di fronte alla scelta "rumeni, albanesi ed altra immondizia simile o mafia", allora benvenga la mafia. Almeno è immondizia italiana e in media misura non assassina. So che per quello che ho appena detto prenderò critiche feroci, so che dire benvengano i carnefici di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di Ninni Cassarà, di Rocco Chinnici è una bestemmia inaudita, ma di fronte alle immagini di Fini che in paltò bianco va in visita di ispezione e di carità (meglio, in visita elettorale) alla stazione di Tor di Quinto, ben protetto dalla sua pletora di uomini di scorta, e dice che è "vergognoso", all'udire ciò che Ferrero, la Finocchiaro, Amato hanno da aggiungere sulla vicenda, "la Romania in Europa l'ha votata anche Fini", come se la Romania fosse il vero problema, allora ti viene da dirlo benvenga la... Se poi ci aggiungi che una testa di cazzo simile come il pappone rumeno che in giacca e cravatta, a mezzo tv nazionali, ci viene a dire che "adesso ci vuole il pugno di ferro", una simile merda umana che non sa tenere l'ordine a casa sua e pretende di insegnare ad altri come si fa a tenere ordinata la casa, allora ti cadono davvero le braccia ImmigrazioneNon dirò una parola sui rumeni, sugli albanesi, sui marocchini, sui cinesi e su altre specie del genere; chi mi conosce sa come la penso e sa che se fosse per me il problema sarebbe già bello e risolto da un pezzo, a modo mio. Dirò qualcosa di diverso, forse di più drastico, sicuramente di sconvolgente. Grazie, grazie ai nostri politici, e, da elettore di destra, un grazie speciale ad Alleanza Nazionale, che molto si è prodigata affinchè il problema non venisse risolto. E guai se viene qualcuno a parlarmi di Bossi Fini, guai... Da un uomo allevato da Giorgio Almirante mi aspettavo altro che una leggina debole e buonista concepita con un antennista lombardo (che pure rispetto, e più di lui) ed un democristiano vecchia scuola come Giovanardi. Chiaramente non posso far mancare dovuti ringraziamenti al signor Ministro della solidarietà sociale Ferrero, il quale, nonostante tutto quello che gli succede intorno, ha il coraggio di dichiarare: "la destra non strumentalizzi". Si commenta da sè. E Ferrero, al quale oltre che porgere i ringraziamenti non posso esimermi da porgere anche i migliori auguri di subire personalmente tutto il male che giustifica, tollera e difende, Ferrero non è che un esempio, uno tra i tanti, nemmeno il peggiore se si pensa che poverino è comunista, di questa politica debole, senza polso, che non ascolta una voce unanime nel Paese che non reclama "solidarietà sociale", "immigrazione controllata", "reciproco rispetto", ma repressione, espulsioni in toto, difesa anche con le armi dei confini nazionali, pulizia. Questo sento dire alla gente, anzi, cose sinceramente, esponenzialmente più cruente che non riporto solo per non rovinarvi la fantasia, e le sento dire da comunisti, socialisti, democristiani, non da fascisti. E Roma parla di accoglienza, ma accoglienza il cazzo! L'unico che ha detto una cosa sensata è stato quell'incapace del ministro Amato, quando ha parlato di rischio svolta autoritaria; perchè è vero, la gente ne ha pieni i coglioni e quando la piazza è esasperata il rischio è questo. E noi, noi italiani responsabili, che amiamo l'ordine, il rispetto delle leggi vigenti, ma anche la democrazia, il libero pensiero, dovremmo accontentarci (se di accontentarsi si può parlare a questo punto...) di un governo di stampo autoritario, dovremmo rinunciare a sessant'anni di democrazia istituzionale solo perchè i Governi attuali non hanno saputo porre rimedio ad una questione che di facile rimedio è? Solo perchè i Governi di destra hanno pensato solo a depenalizzare i reati fiscali, a proteggere e pascere i potentati e le logge dalle quali dipendono, e i Governi di sinistra hanno saputo solo accogliere le richieste di un manipolo di non so chè (non di comunisti, i veri comunisti hanno senso dell'ordine e inclinazione alla difesa sociale), come Caruso! Uno come Caruso decide per più di 50 milioni di vittime della sua demente tolleranza! Ma che Paese è questo!? Un Paese che decide di dare ai Prefetti l'ordine di espellere solo dopo che sono accaduti centinaia di fatti delittuosi, ha il diritto di chiamarsi Paese? Una classe politica che "non ci pensa prima" che diritto ha di essere arricchita a 20.000 euro al mese più coca e puttane da noi poveri cristi? Tenetevi pronti, verranno nuovi tempi... Commentate |
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