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October 30 Di rabbia, di stelle, di sogni e d'amoreIn uscita il prossimo 9 Novembre il nuovo disco di Roberto Vecchioni. Il titolo, ben promettente, sarà "Di rabbia e di stelle". Già nel circuito radio il singolo promozionale, "Non lasciarmi andare via", questo si meno ben promettente... nel senso che probabilmente non era la scelta migliore per la promozione, anche se questo in effetti lo si potrà dire soltanto dopo aver ascoltato l'intero lavoro. Quello che è certo è che, dopo due anni di assenza interrotti solo dal singolo "Stagioni nel sole" ed una serie di sette cd tra raccolte, live riproposti su diversa etichetta e riarrangiamenti, un nuovo disco ci voleva, anche se, almeno a giudicare dal singolo di lancio, sembrano ben lontani i tempi di Sogna ragazzo sogna e del Bandolero stanco. Intanto già da oggi in distribuzione nelle librerie "Di sogni e d'amore", volume contenente poesie scritte da Roberto dal 1960 al 1964, poesie delle quali pochi fortunati vecchioniani conosciamo qualche stralcio. In attesa dell'intero disco non è una cattiva idea October 23 Altre nuove fotoDa oggi potete trovare nella sezione foto le primizie della laurea del Dott. Coniglietto. Ve le mostro con immenso orgoglio, congratulandomi con chi le ha scattate (non conosco la paternità di ogni singolo scatto purtroppo) e ringraziando la collega Venere che gentilmente me le ha messe a disposizione, sopportando la mia poca attitudine all'utilizzo del prodotto informatico... Saluti October 22 Nuove fotoHo pubblicato le foto della laurea di Deborah. Declino ogni responsabilità sulla qualità degli scatti... che non è eccelsa... Credo sia dipeso dalla macchina, in particolare dall'ottica e dal flash. Le foto sono comunque belle, almeno, a me son piaciute. E allora perchè la premessa di inizio intervento? Come fotografo, almeno in questo campo, ho una reputazione da difendere! Chi conosce i miei scatti (almeno quelli dove ho messo cuore, o quantomeno impegno, o dove ero talmente sbronzo da essere... bravo!) lo sa! Abbracci a tutti October 21 Dispacciati 21/10Finirà così, finirà che la pioggia non cesserà di cadere e pur se cercheremo scampo su arche di fortuna, alla lunga soccomberemo tutti sotto la prepotenza dell'acqua. E li capiremo che non era semplice pioggia, che tutta quell'acqua non era un caso, ma un avvertimento del buon Dio che ci metteva in guardia da Padoa Schioppa e dal Governo del quale è Ministro. "Piove: Governo ladro" October 17 Alda MeriniAppena Roger mi ha detto che all'Università ci sarebbe stata Alda Merini non c'ho pensato su un attimo, ci sarei voluto, e dovuto, andare. Prima di andare al Rettorato ho scelto qualcosa da farmi eventualmente autografare, non nascondo anzi che questa "eventualità" era piuttosto prioritaria... Per quanto l'opera di Alda Merini l'abbia sempre quantomeno apprezzata, altri sono i miei indirizzi, i miei gusti. La scelta è caduta sulla copertina del singolo promozionale di Roberto Vecchioni, Canzone per Alda Merini, manifesto di vita di una donna assai sfortunata ma nel contempo assai... Alda Merini. L'ho vista subito, seduta in prima fila, col suo bastone tra le mani, tra gente che poco o nulla avrebbe, ha a che fare col suo mondo, anzi, se non si fosse chiamata Alda Merini da li l'avrebbero forse buttata fuori... La cerimonia non dura molto, parlano, parlano, parlano... Lei non credo ascolti, però pare attenta, forse attenta ad altro però. La cosa va avanti per pochi minuti, ad un tratto viene circondata da signori in ermellino (o quello che era), fotografi, ruffiani ed attaccacappello, uno le fa pure l'inchino... lei credo si sia stancata presto, così una sua collaboratrice la aiuta ad alzarsi e la porta in fretta in sala stampa; li la attendono altri fotografi, altre domande. Io mi metto dietro la porta, che ogni tanto si apre, così, tra un'apertura e l'altra, il dott. Fugali, grazie a Roger, mi fa segno che posso entrare. E li, sotto i flash, ho visto tutto. La casa dei pazzi, Dino Campana, la sua tempra, così forte in così tanta stanchezza, tanto affanno, Folle folle folle d'amore per te, il libro che di più mi è piaciuto, sono tutti li, in quella donna seduta, vagamente elegante, che chiede come unico desiderio un caffè ed una sigaretta. Non posso parlare della poetessa Alda Merini, meglio, non posso esprimere alcun giudizio di natura estetica, però posso parlare di qualcosa di pratico e, contemporaneamnte, estremamente etereo: il senso di rispetto che ti prende al suo cospetto. Non pena, pietà, non scontata almeno, non buttata li; rispetto, quello di uno scolaro di fronte al maestro, rispetto di una storia ingiusta, tremenda, ma anche rispetto che diventa ammirazione per un'opera che solo li davanti capisci quanto sia stata, sia, sarà immensa. Il resto è solo cronaca. "Alda, me lo fà un autografo su questa canzone? Vede, è quella per lei di Roberto Vecchioni, mi piace tantissimo." Prende la copertina e la mia bic con mani incerte, mi chiede come mi chiamo, ma le viene difficile, così le dò una mano, e mentre scrive semplicemente Alda, o A. Merini, le sento dire "ah, Roberto, Roberto..." Poi per un attimo ripenso a Folle d'amore per te, ecco, il sottotitolo è bellissimo: poesie per giovani innamorati. "Alda, scriva sempre per i ragazzi, lo faccia sempre, soprattutto per loro." "I ragazzi... I ragazzi..." Lo sospira quasi, è stanchissima. Non la stanco oltre, le stringo la mano, ci salutiamo e vado via October 15 Elogio della maglietta biancaE chi non la conosce? Che si parli di "maglietta" o "magliettina", "maglietta bianca", "maglietta in carne", "maglia della salute", la conosciamo benissimo tutti; molti ne apprezzano le note qualità, altri no, ma c'è chi la oda in via definitiva, ed è rivolgendomi a loro che ho pensato di scrivere questo intervento sul fido indumento compagno di ogni giorno, affinchè tutti ne conoscano le reali proprietà benefiche, e qualora se ne conoscessero altre non a me note, la lista è aperta ad integrazioni e suggerimenti. Cominciamo con la nozione propedeutica che vuole che il nome più consono sia semplicemente "maglietta bianca", tralasciando termini come "maglia della salute", in quanto, oltre ad avere un atteggiamento palesemente offensivo, non sono realmente e totalmente esplicativi del potenziale enorme di questo capo d'abbigliamento. Cominciamo
LA MAGLIETTA BIANCA E'
- versatile; la si indossa, la si trasporta e la si lava con estrema facilità. Se non si è particolarmente esigenti la si può perfino non stirare. La si può indossare la sola, come pigiama magari, o sotto un maglione di lana o cotone, una camicia, perfino sotto una giacca da vestito se come me si è poco attenti a certe cerimonie... Negli armadi, come nei trolley e nei borsoni, non occupa spazio, e questo la rende adatta sia all'uso casalingo quanto a quello da viaggio, senza complicazioni di spazio. Per lavarla niente di più facile: essendo bianca non bisogna prestare attenzione alcuna.
- alla moda; non condiziona il modo di vestirsi, almeno se si è strafottenti come me... Se però non si dovesse gradire che l'indumento si noti sotto maglione o camicia, ve ne sono alcune con scollo a v che si mimetizzano alla perfezione, non condizionando l'abbigliamento che si indossa.
- economica; ha un costo irrisorio, la si acquista senza sacrificio anche in stock. La qualità complessiva, datosi che parliamo di un capo di largo consumo, è sempre e comunque accettabile, ed il più delle volte è elevata.
- salutare; e qui effettivamente do ragione a chi la chiama "maglia della salute". L'indossarla agisce come una barriera, un'ulteriore protezione da correnti d'aria e repentini sbalzi di temperatura, ed inoltre tiene il tronco più caldo d'inverno ed asciutto d'estate. Assorbendo il sudore poi evita che questo si asciughi addosso con immaginabili conseguenze (reffreddori, malesseri, influenze o dolori alle ossa)
- politicamente corretta; essendo bianca non ha richiami politici, almeno non in forma e maniera diretta...
- pubblicitariamente corretta; il principio è simile al politicamente corretta. Il suo bianco non dà spunti pubblicitari, tranne che non si pensi a Dash, Omino Bianco e cose del genere...
- ecologicamente corretta; nella sua fabbricazione non sono usati in maniera assoluta colori, la sua produzione industriale richiede il minimo sforzo energetico. Inoltre, una volta terminato il suo ciclo d'utilizzo, che comunque è molto lungo, può essere riciclata in straccetti e cenci vari, utilissimi per le faccende domestiche, garantendone un ulteriore utilizzo nel tempo.
Queste sono solo alcune delle preziose caratteristiche della maglietta bianca. Se ne conosci altre che qui sono state dimenticate, od omesse per ragioni di spazio, crea un post con un commento e dì la tua October 11 Dispacciati 11/10Finirà così, finirà che dopo innumerevoli assalti da destra e, soprattutto, da sinistra, Walterone Veltroni si stuferà definitivamente e deciderà di lasciare il Partito Democratico per dedicarsi, sfruttando la strabiliante somiglianza fisica con Chicco Mentana, alla conduzione di Matrix. Nessuno di noi si accorgerà mai del cambio. Con disappunto del bravo giornalista Mediaset, che dovrà trovarsi una nuova occupazione, probabilmente all'interno del PD October 09 Battuta la disoccupazione, aumentano i conguagliTema assai spinoso questo, soprattutto di questi tempi nei quali si discute così aspramente di mercato del lavoro. Ma c'è chi la medicina alla disoccupazione l'ha trovata: l'Università di Messina, in collaborazione col Ministero dal quale dipende. Come? Semplice: creando nuovi posti di lavoro! Attenzione, e non come, nella celebre battuta di Paolo Rossi, avrebbe fatto Berlusconi ("io creo un milione di nuovi posti di lavoro licenziando un milione di vecchi lavoratori")... no questi sono posti veri, senza licenziare nessuno. A soldoni, hanno capito che c'era molta gente a spasso, allora gli si è accesa la lampadina e toh, bell' e fatto: "creiamo un milione di nuove cattedre, senza eliminarne neanche una di quelle vecchie!" Certo, non si potevano creare cento cattedre in una Facoltà sulla stessa identica materia di studio, allora qui si sono superati: "sdoppiamole, e se non dovesse bastare, triplichiamole. Poi magari lavoriamo un pò di fantasia, e quando abbiamo finito di sdoppiare e triplicare, allora ci inventiamo qualcosa di nuovo, di "tendenza" anche, tipo Diritto del dovere, o Diritto dei cani e dei gatti che indossano lo smoking, Patologie degli alieni dell'Area 51, Ingegneria delle piscine coperte di casa propria, o Scienze dell'incomunicabilità, o Matematica delle lettere maiuscole... Se poi ci finisce pure la fantasia con le cattedre un rimedio c'è sempre: informatizziamo tutto, snelliamo le macchinose procedure burocratiche cartacee. Anche se poi all'atto pratico col pc non riesci a fare niente di quello che è previsto, anche se poi non funziona niente, anche se poi produci il doppio della burocrazia: l'importante è fare girare l'economia, eliminare la disoccupazione. Tutti hanno un lavoro, tutti sono felici. Va bene tutto, purchè si creino nuovi posti di lavoro." Certo, giusto lottare contro la disoccupazione, c'è un problema però: come li paghi? C'è un dato di fatto, che è l'aumento di circa 300 euro sui conguagli di chi dichiara il massimo, o non dichiara il proprio reddito; anche gli altri conguagli sono cresciuti, come le tasse d'iscrizione, tra le quali c'è un dettaglio di spesa che mi fa impazzire dal ridere ogni anno, è dai tempi della scuola che mi fa ridere: tassa sul diritto, TASSA sul DIRITTO allo studio... Aumentano tutte le spese dicevo, ed aumenteranno ancora; nelle segreterie di facoltà hanno preparato un prestampato per chi si avvale della possibilità di non dichiarare il proprio reddito, col quale vieni portato a conoscenza del fatto che se i conguagli dovessero ulteriormente aumentare, c'è chi dice raddoppiare... tu hai comunque firmato al momento della presentazione della documentazione. In altre parole te l'avevano detto per tempo... "evita di pagare automaticamente il massimo, perchè gli 800 euro aumenteranno che ci diventerai bianco amico mio..." Facile intuire allora da dove vengano parte dei soldi utilizzati per finanziare la crociata contro la disoccupazione... Il resto gocciolano da manovre finanziarie che ci dicono essere di sacrificio, correttive del sistema sprecone del passato italiano, non generose verso la Ricerca e l'Università, ma che in realtà evidentemente di sacrificio sono solo per alcuni... per noi. Fatemi sapere che ne pensate October 06 Sulla puntata di Annozero di ieriSiamo all'assurdo, chi ha dato anche solo un'occhiata alla puntata di ieri di Annozero non può non condividere. Il succo è questo: c'è un signore che è Presidente del Consiglio, ed un altro che è ministro del Governo presieduto dal signore di prima, tutti e due sono di centro-sinistra, il Governo dunque è di centro-sinistra. Poi c'è un altro signore, che fa il giudice al sud, ed indaga su diverse cose, una di queste si chiama "toghe lucane", e sta indagando anche sui due signori di prima. C'è una signora che fa il giudice a Milano, questa si può dire, è decisamente di sinistra, che sostiene l'operato del collega del sud, operato che non va a genio ai due signori di sinistra, e quello meno di sinistra, che ne ha il potere, ordina un'ispezione, ed al termine di essa decide di voler fare trasferire il signore giudice del sud. Quest'ultimo non ci sta, ed invitato ad una trasmissione televisiva condotta da un signore tremendamente di sinistra, così tremendamente che si dice che i dittatori del precedente Governo l'abbiano esiliato, denuncia che signori l'hanno invitato a lasciar perdere, l'hanno pure minacciato. In trasmissione a sostegno interviene la signora giudice a Milano, quella decisamente di sinistra, che dice che il Governo di sinistra lascia soli quelli come loro e se si fanno troppo gli affari altrui li bloccano prima che possano fare pulizia, cioè danno, scusate. Figuratevi il signore tremendamente di sinistra ed un altro suo amico giornalista, quest'ultimo direttamente comunista: non gli par vero di potersela prendere con i due signori che ho presentato per primi, per intenderci quelli Presidente del Consiglio e Ministro, precisamente di Grazia (Indulto) e Giustizia... Solo che questi due non ci stanno manco loro, e ricordiamoci del signore giudice al sud, quello e la signora decisamente di sinistra di Milano sono due che non lasciano perdere: se vanno avanti forse è un guaio. Allora che si fà? Si cerca di parlare con l'azienda, che poi è pubblica, dove lavorano il signore tremendamente di sinistra ed il suo amico giornalista comunista, in modo che non scoccino più. Indipendentemente da chi ha ragione e chi ha torto, premettendo che chi è indagato è innocente fino a prova contraria, non vi pare paradossale? Tutti i signori di questa storia sono di sinistra, o addirittura comunisti, quantomeno non di destra, ma sembra che facciano di tutto perchè al Governo ci torni un altro signore, bassino, di Milano come la signora giudice decisamente di sinistra, ma questo è di destra però! Tutto ciò appare molto strano. C'è chi dice che è un massimo esempio di democrazia, di anti-oscurantismo, ma sarà vero? E se fosse solo incapacità di non litigare? Quello che è certo, e contemporaneamente più assurdo, è che il signore della tv, quello tremendamente di sinistra, ed il signore bassino, di Milano, di destra, sono stranamente sulla stessa lunghezza d'onda, la pensano in maniera molto simile, e questo non si spiega se considerate il fatto che il signore bassino, di Milano, di destra è quello che si dice sia un dittatore, perchè, udite udite, anni fà ha fatto cacciare indovinate chi! Si! Il signore della tv tremendamente di sinistra! Ah, aspettate, mi dicono che c'è un'altra soluzione, solo che è troppo brutta per scriverla tutta... Forse il signore Presidente del Consiglio e l'altro signore Ministro di Grazia (Indulto) e Giustizia, forse loro stanno scontentando chi come loro è di sinistra, perchè a sinistra c'è la morale, anzi, a sinistra non possono e non devono esserci questioni morali, e questo alla signora giudice di Milano gliel'ha fatto capire un signore magrissimo, alto, di Torino, abbastanza di sinistra, tempo fa; chi va al Governo ed è di sinistra non può andarci per i propri interessi, ci deve andare "per gli altri" e se si scopre che a sinistra si pappa più che a destra, beh, è una cattiva figura. Pensate, se la mamma pesca Pierino con le mani sporche di marmellata è un conto, ma se pesca il figlioletto santo, quello buono ed obbediente, è tutta un'altra storia... Comincerebbe a capire che ha fatto male a fidarsi di lui, anzi capirebbe che molte volte che il vasetto restava vuoto, forse forse non era colpa di Pierino... Pensateci su, e se vi va commentate October 05 Roberto Vecchioni tour 2007 - QuarrataE con questa tappa, sicuramente la più incredibile, si chiude il racconto del tour estivo di quest'anno di Roberto Vecchioni. Siamo lontani stavolta, siamo a Quarrata, provincia di Pistoia, quasi 1100 chilometri da casa... già questo basta ad archiviare l'episodio nel catalogo "follie"... Parto per Pistoia alle nove di mattina, in aereo. Appena arrivato non vedo l'ora che si faccia sera; faccio passare la giornata, ed intanto con Deborah prendiamo accordi con sua cugina Ametista: sarà lei a guidarci fino a Quarrata. Mi dice che non c'è problema, il paese è piccolo, la piazza è una sola, arrivarci è facile e non c'è mai traffico; come a Capizzi e Gioiosa Marea penso tra me e me... Si fà ora di andare, prima passiamo a prendere Ametista, e via per Quarrata. La strada è buia, a tal punto che ad una rotonda rischio di mettere sotto un ciclista sbucato all'improvviso dal buio; il suo "i 'ndo vvai", aggiunto ad un provvidenziale urlo a mò di clacson gli hanno salvato letteralmente la pelle... Dopo una decina di minuti di belle statali toscane arrivo al paese, che doveva essere piccolo (e non lo è) e non trafficato (tantomeno, c'è la fiera in questi giorni); miracolosamente trovo un parcheggio a misura della macchina che avevo in prestito, anche abbastanza vicino alla piazza (che non sarà affatto piccola, anzi...), e, arrivati ad una transenna, ecco la sorpresa: "ci vole 'l biglietto" mi intima una ragazzina di rara bruttezza li appollaiata in tuta da Protezione Civile. Senza fare la più elemenntare delle domande, ovvero dove si può comprare questo dannato biglietto, ce ne torniamo alla macchina, Ametista dispiaciuta, Deborah sentendosi miracolata di non dover assistere all'ennesimo concerto, anche se poi sarà lei a salvare la serata, ed io, incazzato come poche volte in vita mia. Riprendiamo la macchina, lasciando un posto d'oro zecchino alla fortuna di chi arriverà a prenderselo, e ce ne torniamo verso casa. Per non andarci a coricare alle nove ci fermiamo in una gelateria; li la donna al bancone, per infierire, parlando con un amico sul retro fa: " o lo sai che c'è Vecchioni a Quarrata?" Io mi accendo un sigaro e mi distendo le gambe su una panchina, cercando di smaltire un'incazzatura davvero leggendaria. Da nessuna parte avevo letto che si doveva avere il biglietto, sito ufficiale e giù di li. Amestista, che intanto sta mangiando uno yogurt bianco, mi dice di riprovare a tornare a Quarrata, ma io, arrendevole, le dico che tanto è inutile. Deborah insiste di più, insiste davvero tantissimo, ed alla fine mi convince. Fare 1100 km per non provarci nemmeno no! Rimontiamo in macchina e in dieci minuti siamo all'ingresso di Quarrata, solo che nel frattempo mezza regione Toscana ha deciso di passare la serata li: niente parcheggio. Se ripenso a quello che ho lasciato... Comincia il giro disperato, una, due volte, poi tre, quattro, sempre cambiando vie; qua ti accorgi che Quarrata è grande... Niente, poi, tornando sulla via principale, vicino alla piazza, ecco il secondo miracolo: un altro posto d'oro. Meno di cinque secondi e siamo a correre per le transenne, dove stavolta, semplicemente chiedendo come si fa ad entrare, ci dicono che nella traversa sopra c'è un piccolo tavolinetto che stacca i biglietti, e la piazza, al costo di 10 euro a persona, diventa magicamente accessibile! Ed è qui che vedi che la piazza è davvero grande, e che Vecchioni lo volevano davvero, perchè c'è un palco da grandi occasioni, per non parlare dell'acustica e le luci. Non finisco di fare il pensiero che Roberto attacca Vaudeville, poi sale, vestito al solito, ed attacca subito Samarcanda, poi la La mia ragazza, e Vincent, secondo la solita scaletta. Qui varia, e per presentare Vincent appunto, parla di Don McLean, di chi è stato costui, questo vecchio di 84 anni, per l'intera musica americana, sembra che lo si sia dimenticato. Non manca neanche stavolta di omaggaire la Canalis e la Tribù Tim, come non manca di raccontare la storia del vecchio capo indiano, di parlare di giovani, America, lavoro, e di riproporre poi la scenetta del Bilionaire, stavolta aggiungendo che Celia è oramai l'inno del noto locale, dove un caffè costa 1000 euro ed un whisky invece 3000... La serata va avanti così, il concerto va benissimo, in piazza ci sono più di 2000 persone, c'è chi dice quasi 3000, e così, tra la curiosità ed il fatto che ormai lo spettacolo lo conosco a memoria, mi faccio un giro dietro al palco, e scopro una cosa interessantissima: una scaletta che scende e va sul retro, dove ci sono tre gazebo. E' da qui che scenderà alla fine, se mi apposto... Torno a dirlo a Deborah ed Ametista, loro restano li per il momento, ma io vado. Mi seguo il resto del concerto dal laterale, acustica orribile, ma si vede benissimo. Roberto concede un bis insolito, canta Figlia, poi, al momento del Bandolero, scappo via e mi metto di fronte alla scaletta. Roberto scende, ma va direttamente nei gazebo; intanto si forma calca, c'è molta gente che ha la stessa mia idea, così saltano i piani e tocca attrezzarsi per una lunga attesa... a 7 gradi... Deborah ed Ametista restano fuori fila, io aspetto, aspetto, aspetto... Fanno entrare tutti, ma poco a poco; Roberto è disponibilissimo, chi lo "protegge" un pò meno, così l'attesa diventa di più di un'ora... In mano ho il biglietto ed il mio sigaro, ma il problema sono le mani stesse: rosse per il freddo... Ad un tratto lo dico al ragazzo che segue Roberto in tour, che predispone il tutto e controlla: avevamo già fatto due chiacchiere a Capizzi; gli dico che vengo da 1100 km... per pietà di farmi entrare! Lui capisce, dopo un pò mi fa segno, e mi fa mettere da un'altra parte davanti all'apertura delle transenne; neanche un quarto d'ora e sono dentro, ho perfino la fortuna di entrare da solo. Roberto è li, stanchissimo, mi vede il sigaro e me lo invidia! La volta che non ho il pacchetto dietro e non posso offrirgliene uno, ma, conoscendolo, lui non ne è sprovvisto, come mi conferma subito dopo. Gli dico da dove vengo, resta li! Gli parlo di Capizzi, ricorda tutto, quanto ci vuole per arrivare, la strada bruttissima, com'è stato il concerto; mi chiede che ne pensi, è stato un bellissimo concerto, raccolto, intimo, gli rispondo, lui annuisce, d'accordo con me. Mi rivedo il biglietto in mano, glielo porgo e chiedo la firma; gentilmente mi chiede come mi chiamo e mi fà un autografo, poi, accorgendosi che la sua penna non scrive più, mi chiede se posso lasciarli la Bic nera che ho in mano; chiaramente gliela dò volentieri, ignorando che fosse la penna che aveva Deborah il giorno della sua laurea... "Così potrai dire che Roberto Vecchioni ti ha fregato una penna" dice sorridendo. Penso ad una foto, così dò il telefonino ad un collaboratore: nell'abbracciarlo lo riscopro più gracile dell'ultima volta, a Tindari, bassino al solito, ma se possibile più magro. Lo saluto, lo ringrazio e gli dò una pacca sulla spalla, quasi vola via: "ciao, professore, canta qualcosa in più di Bei tempi e Milady"! "Vedrò che posso fare! Ciao, e grazie". Torno fuori e la calca è ancora li, Roberto stasera farà molti molti autografi. Raggiungo di corsa Deboarh ed Ametista, sono in piedi da quasi un'ora e mezza, ma il problema vero è che stanno assiderando... Mi scuso umilmente, soprattutto con Ame, Deboarh ormai mi conosce ed è rassegnata... Le chiedo quanto le starò antipatico, mi risponde tutta la vita! "Mi starai sulla vetta di i cazzo tutta la vita!" Una risata e ci avviamo alla macchina. Serata stupenda October 03 Grillo e treHo letto con interesse il commento lascito da Enzo sull'ultimo intervento in materia; niente da aggiungere a quello che hai scritto; non c'è dubbio che i media abbiano un atteggiamento sicuramente discutibile, da che sia dettato non è facile dirlo. Senza dubbio molte testate, facendo riferimento, soprattutto dal punto di vista... finanziario, a partiti politici, è normale che abbiano un comportamento oscurantista, come è certo che molte altre siano portate a non parlare più del fenomeno perchè ne sono, bada opinone mia, terribilmente spaventate. Non dimenticare che Beppe Grillo, intervistato poco prima di salire sul palco di Bologna, parlando proprio coi giornalisti ha "promesso" loro un V-Day dedicato esclusivamente al mondo dell'informazione, ed è chiaro che ciò stia spaventando parecchio chi da vent'anni è sul libro paga di certa gente che non ha interesse a che l'informazione sia realmente libera. Ci sarebbe da parlare a questo punto di conflitto d'interessi, poichè tale concetto in Italia è riferito alla sola persona di Berlusconi, ed invece credo sia un problema molto ma molto più diffuso, in maniera bi-partisan per non far torto a nessuno... Magari ne parliamo un'altra volta. Se i giornali mettono la testa sotto la sabbia la politica invece, furbissima, tenta di anticipare le mosse del movimento... In parole povere è fin troppo chiaro che la sinistra, messa al muro dal comico genovese, che la spinge contro le responsabilità che non vuole o non può prendersi (lavoro, economia, pubblica sicurezza), si barrica dietro una barricata di no comment e silenzi di stampo prettamente stalinista, mentre la destra, vedendo gli avversari in difficoltà, cerca spudoratamente di cavalcare l'onda e si riscopre "grilliana", facendo finta di non capire che le accuse di lobbismo e pregiudicatezza della politica sono principalmente rivolte a lei. Chiaro è inoltre che i piccoli partiti vedano problematiche espresse da Grillo una motivazione della loro stessa esistenza, sia a destra che a sinistra, e questo chiude il quadro. Sfortuna vuole che dall'altra parte il momentaneo detentore del consenso (circa il 20% degli italiani lo voterebbe) non ha la minima idea di scendere in campo e farsi fagocitare da un sistema che lo ingloberebbe nel giro di un mese... anche perchè, oltre a non averne l'intenzione, ripeto per l'ennesima volta, non ha lo straccio di un programma preciso per poter effettivamente prendere parte alla vita politica del Paese Dispacciati 03/10Finirà così, finirà che tra qualche mese, quando il governo Prodi cadrà e Berlusconi tornerà a Palazzo Chigi, il meno contento di ciò sarà senza dubbio Gianfranco Fini, poichè dovrà porre un freno alla sua straripante arroganza televisiva e rimettere i panni di scudiero del Cavaliere. Ciò sarà un duro colpo per la sua ritrovata autostima October 02 Ancora su Beppe GrilloQuesto intervento nasce dal commento che Enzo ha lasciato sul precedente intervento sul comico genovese, e dalla percezione che ho avuto negli ultimi giorni riguardo l'attenzione che i media stanno cominciando a non avere nei confronti del fenomeno. E' fin troppo chiaro che la maggior parte dei giornali e delle televisioni stanno cominciando perlomeno a glissare sul tormentone del momento, o quantomeno a parlarne in maniera diversa, ampliando il fronte d'accusa, parlando in maniera vaga su vasta scala di fin troppi argomenti, col risultato di abbassare la tensione sul vero motivo d'interesse del popolo del V-Day, il repulisti della scena politica italiana. Non dimentichiamoci che Grillo, a Bologna, non ha parlato di liste civiche, candidature, meriti e demeriti extra-partitici, t.a.v., inceneritori, ma piuttosto di mandare a casa i Parlamentari con a carico sentenze di condanna in via definitiva, stabilire un totale massimo di mandati espletabili, due poi a casa, ed adeguare le pensioni d'oro agli standard di noi comuni mortali. Se d'altro ha parlato, non sia questo motivo di svio del discorso su temi che Grillo ha affrontato si, ma in altre occasioni. Quel giorno a Bologna si è parlato di pulizia, non d'altro. Il fatto che i media, mettendo troppa carne al fuoco, stiano seguitando a parlare di cose non pertinenti mi sa di manovra in malafede, o quantomeno di pessimo giornalismo. Pur convinto, torno a ripetere, che Beppe Grillo non sia la medicina per tutti i guai che tormentano il nostro Paese, che il suo sviluppo d'idea non possa essere ritenuto minimamente sufficente a portare avanti una pianificazione di Governo, che la politica è grazie a Dio necessaria, giusto è anche fare di tutto affinchè non cali la tensione e tutto non si traduca in una stagione di passaggio come spesso, quasi sempre, avviene in Italia. Seppur non venga proposto alcun rimedio realmente praticabile, la denuncia di Grillo, oltre ad essere sacrosanta, viene ritenuta veritiera, indispensabile, addirittura doverosa da ben il 46% della popolazione... E' una moltitudine abbastanza rilevante, non credo sia possibile, nè giusto, ignorarla. Qui abbiamo 46 italiani su 100, e badate, tanto di destra quanto di sinistra, che vogliono un Parlamento pulito, l'abolizione di privilegi degni del periodo borbonico, una politica realmente attenta alle esigenze del Paese, e non alle proprie, che risponda a tutti i cittadini, non solo ai grandi elettori, che desiderano che fenomeni come lobbismo, o peggio mafia, vengano affrontati, colpiti, ostacolati, vinti, non inglobati dalla politica: in due parole, buon governo. Ed invece di vedere un dibattito positvo, propositivo, assistiamo al triste spettacolino del consenso bi-partisan a Grillo: politici di ogni colore che, avendone paura, lo assecondano; peggio, altri ancora, furbissimi, tentano di cavalcarlo. Partiti con lo 0,5% che sfruttano il buon vento per alzare le vele verso il traguardo di nuove e migliori percentuali a nuove e probabilmente vicine elezioni. Allora? Allora continuiamo a parlarne noi, almeno noi October 01 Roberto Vecchioni tour 2007 - Gioiosa MareaE rieccomi qui a raccontare la seconda tappa del tour di Roberto qui in Sicilia, sempre in provincia di Messina, sempre sulla tirrenica, stavolta a Gioiosa Marea. Ferragosto, stavolta parto da Montalbano, con me c'è Deborah e la sua infinita pazienza di continuare a seguirmi alle esibizioni di Roberto Vecchioni, nonostate non ne sia, a differenza di me, propriamente entusiasta... A differenza di Capizzi conosco la strada, non è brutta come quella che va per Capizzi, non è lontana come Capizzi Gioiosa, ma... non ho considerato il fatto che è ferragosto, e soprattutto non sapevo che a Gioiosa ci fosse la festa del paese... Ho appuntamento con Roger, Emanuele e la sua ragazza, ma io, schifosamente sicuro di me, parto da casa tardi, troppo tardi, e me ne rendo quasi subito conto... In ogni caso non è lontanissimo, e riesco ad arrivare nei pressi del paese con una buona mezz'oretta d'anticipo sull'inizio, ma, sbucata una delle ultime curve della statale che va sul Tirreno, resto in fila: un traffico pazzesco, a Gioiosa gli accessi sono bloccati, si entra col contagocce, e solo i residenti... Arrivo alla transenna, accosto e tento di mercanteggiare col vigile che c'era li un passaggio per il centro, ma lui me lo sconsiglia, oltre a vietarmelo chiaramente, non avrei trovato un buco libero mi ripete. Mi indica una stradina che porta sulla circonvallazione del posto, mi dice di provare li e di fare in fretta, ancora per poco qualcosa l'avrei trovata, poi niente parcheggio e si torna a casina a pancia vuota... Ringrazio e senza complimenti schizzo per la stradina, la finisco e sbuco sulla "tangenziale", assieme a pochi altri eletti. Riesco persino a lasciare la macchina vicino ad una traversa che scende direttamente in piazza, ottimo! Solo al ritorno mi accorgerò che per la fretta ho lasciato la macchina aperta e con finestrino, comunque dalla parte del muro, completamente abbassato... Fortuna che chi di competenza non se n'è accorto... Zompo giù con Deborah per la discesa e nel mentre chiamo Roger; loro, previdentemente, erano partiti in perfetto orario, ed erano riusciti a trovare posto addirittura seduti, su una scalinata adiacente al palco. Lo prego di tenermi due posti, ma inutilmente, appena arrivo in piazza è impossibile andare fino a li, troppa gente; gli dico che ci vediamo dopo. Intanto io e Deborah cerchiamo di migliorare la nostra posizione, e scavallando scavallando arriviamo in quarta/quinta fila, buono così. Il palco non è quello di Capizzi (mai visto un palco più piccolo, per quanto era alto giusto e ben fatto), ma comunque non è un granchè, basti dire che è montato basso in una piazzetta che si estende in lunghezza e non in larghezza... Poco male, io e Deborah ci vediamo, Roger, Emanuele e compagna non dovrebbero avere problemi dalle scale, siamo tutti sistemati. Dopo un quarto d'ora si ripete quello che è stato a Capizzi, salgono sul palco Ilaria Biagini e gli altri, provicchiano, accordano, ultimano i preparativi, dopo poco calano le luci e parte Vaudeville: è di nuovo l'inizio. Roberto sale sul palco con la solita giacca chiara, jeans scuri e camicia bianca. Il fatto che anche in un'altra tappa, della quale racconterò in seguito, sarà vestito in maniera identica, e che, come a Gioiosa, ci sarà una telecamera, lascia sperare benino... Ripropone la solita scaletta, ma la sorpresa arriva su Gli anni, cantata a due con la Biagini: a Capizzi non l'aveva fatta, qui la ripropone, facendo benissimo, è una delle più belle sue canzoni in maniera assoluta. Roberto è particolarmente in serata, sembra essere tornati ai concerti di una volta, ai racconti che ma fà sempre Saverio, concerti dove, oltre tutto il resto, riesce a trasmettere anche un'energia insospettata per un cantautore. Spezza bene, non annoia mai. Non trascura neanche stavolta di mandare "fuori dai maroni" la Tribù Tim, con Canalis annessa. Chi no lo conosce di fatto pensa ad una scaletta preparata a tavolino, la verità è che la Tribù è solo una scusa per parlare dei giovani, per dire, prima di fare Sogna ragazzo sogna, che i giovani non sono tutti come ce li dipinge la tv, Canalis o non Canalis. Si salta da racconti leggeri ad altri terribilmente seri, il ritmo resta sempre alto comunque, anche quando si inventa un siparietto esilarante sul Billionaire, dove lui fa Briatore e i suoi chitarristi l'avvovato Taormina e Calderoli, prima di fare niente di meno che Celia de la Cerna, alla faccia dell'ilare! Esce per rientrare con La bellezza e El bandolero stanco, poi va via. Voliamo dietro il palco, ma lui si è volatilizzato. Li incontro Roger, lui l'ha visto salire per la strada, poi l'ha perso. Ci appostiamo davanti al palazzo del Comune, che a Gioiosa, curioso particolare, non ha i balconi, o meglio non li ha più, sono stati tolti... cosa pericolosissima per gli impiegati che escono sovrapensiero a fumarsi una sigaretta e prendere una boccata d'aria... Da subito, nonostante il batterista ed Ascolese neghino spudoratamente, che c'è un movimento insolito... troppo movimento per un palazzo comunale fantasma alle due di notte. Roger propone di entare noi a cercarlo, il materializzarsi di un energumeno di proporzioni eccessive anche per andargli addosso cinque contro uno, ci consiglia di lasciar perdere... Resteremo per sempre col dubbio, ma avremo fisicamente una testa per porcelo il dubbio; se quell'armadio umano ci avesse pizzicato a vagare dove non dovevamo vagare, la testa per il dubbio se la portava a casa per ricordo di una cinquina soppressa con un solo movimento della mano. Della serata mi resta il piacevole ricordo di una signora di una quaratntina d'anni che, con suo figlio piccolo ed il marito, era li accanto a me in piedi in piazza, e devo dire che le sapeva tutte, di una ragazzina di massimo quindici anni, non da meno in termini di conoscenza Vecchioniana e di un anziano con due baffoni grandi che a sentire Samarcanda semplicemente fremeva. Roberto si definisce, definsce la sue sue canzoni così: "per molti ma non per tutti". Lì a Gioiosa siamo stati in molti, nel senso di molte generazioni. E questo qualcosa vorrà dire |
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